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A testa alta per la dignità del lavoro

Fermare le privatizzazioni e il dumping salariale e intensificare i controlli, sono queste le ricette per difendere il lavoro e la dignità di chi lo svolge.

 

Un primo maggio oltre che bagnato, esplosivo. La bomba la lancia il presidente dell’Unione sindacale svizzera (Uss) Ticino e Moesa Graziano Pestoni, con il suo intervento a Lugano dal palco di Piazza Manzoni dove si è celebrata anche quest’anno la Festa dei lavoratori. “Basta libera circolazione senza regole: l’accordo con l’Ue va congelato finché non saranno adottate misure realmente efficaci contro il dumping salariale e sociale”. Un’affermazione che fa esultare alcuni e sbiancare altri. Ma è solo una voce tra le tante che si sono fatte sentire durante il tradizionale corteo sindacale che ha percorso le vie di Lugano “a testa alta”.

Il clima è festoso, ma fra le salariate e i salariati serpeggia grande preoccupazione per le trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, «un luogo senza diritti, spesso senza dignità, con bassi salari, precarizzato», ha sintetizzato Graziano Pestoni. «Le soluzioni a questi problemi esistono. Ma non sono quelle populiste, secondo le quali occorrerebbe chiudere le frontiere. Servono contratti collettivi in ogni settore, con stipendi adeguati, controlli, sanzioni dissuasive. Bisogna migliorare le misure di accompagnamento, fermare la privatizzazione dei servizi pubblici, il dumping salariale e sociale». Il sindacato, ha concluso il presidente dell’Uss, è chiamato a «combattere a livello locale, nazionale e internazionale» e per concretizzare questo obiettivo deve agire sui luoghi di lavoro, opporsi allo smantellamento dei servizi e «contrastare il monopolio culturale del padronato».

Proprio per questa ragione quest’anno si è deciso di affidare i discorsi ufficiali del 1° maggio ai protagonisti del mondo del lavoro. (red/USS_CC)

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