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La fatica delle donne...

Il 14 a Chiasso, il 15 a Lugano, e poi Bellinzona, Faido, Zugo, Friborgo, Ginevra, proseguendo per la Francia. Proprio in questi giorni la Marcia mondiale delle donne (MMD), partita l’8 marzo dalla Turchia e diretta in Portogallo, dove terminerà il 17 ottobre, sta attraversando il Ticino guidata dal motto: “Fino a quando tutte le donne non saranno libere noi saremo in marcia!”. Lo scopo di questa carovana internazionale, che riunisce più di 5000 gruppi provenienti da 164 paesi, è appunto quello di continuare a camminare insieme, un passo alla volta, alla conquista della libertà. Libertà da discriminazioni, violenze, guerre, abusi, ingiustizie, disparità...

Ormai alla sua quarta azione planetaria, è dal 2000 che il movimento d’azione femminista MMD si propone di contrastare la povertà e la violenza di genere marciando. Un lungo cammino, mai privo di ostacoli, verso una maggiore uguaglianza ed equità tra donne e uomini. Quest’anno i chilometri da percorrere per raggiungere la meta e divenire al tempo stesso parte integrante del cambiamento auspicato, sono ben 17.000! Le organizzazioni promotrici della tappa ticinese, DAISI-Donne Amnesty International della Svizzera italiana e Inter-Agire/COMUNDO, hanno scelto di camminare con l’intento di accompagnare tutte le donne che sono in marcia verso un mondo libero da qualsiasi forma di violenza e discriminazione nei più svariati ambiti.

«La nostra marcia a piedi – afferma Corinne Sala di Inter-Agire – simboleggia un percorso molto spesso faticoso verso il raggiungimento dei propri diritti. In Svizzera, come pure in Europa, persistono ancora molte disparità a livello salariale, così come in ambito domestico, dove non sempre vi è una corretta divisione dei compiti e neppure un giusto riconoscimento del lavoro svolto. In generale sarebbe auspicabile una visione diversa, che contempli un maggiore equilibrio tra i generi: per esempio una politica aziendale per la quale uomo e donna possano dividersi equamente compiti e ruoli. Per questo crediamo sia importante esercitare la cittadinanza globale, esprimendo solidarietà e mostrando alla gente che anche attraverso dei piccoli gesti alla portata di tutti si possono cambiare le cose qui ed altrove».

Ecco che tappa dopo tappa la carovana inviterà la popolazione locale, in particolare le donne ma non solo, a partecipare alle attività di sensibilizzazione e alle discussioni riguardanti le rivendicazioni del movimento. Fino a domenica 17 maggio sono previste diverse performance e spettacoli teatrali, a cui si alterneranno incontri conviviali, interventi e cene interculturali. Segnaliamo in particolare la performance “Aiutami a capire, io ti aiuterò a vedere” con Elena Boillat e Beatrice Lupi, che si svolgerà nel cortile del municipio di Bellinzona alle 17.15 di questa sera, e lo spettacolo dedicato alle donne migranti di Carola Behrend, che si terrà domani, sabato 16 maggio, alle 18 nell’aula magna delle scuole medie di Faido. Quest’anno ad accompagnare la Marcia 2015 vi sarà anche una scatola contenente i sogni delle donne incontrate lungo tutto il percorso.

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