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Il servizio pubblico e la tutela dei salari insieme costituiscono la base di un’economia svizzera stabile

Nella loro odierna assemblea, i delegati del sindacato syndicom hanno preso una chiara posizione. Si sono espressi a favore della tutela salariale, di una reale parità tra uomo e donna nonché per l’istituzione di un nuovo consiglio digitale. Non staranno a guardare con le mani in mano se il Consiglio federale non dovesse correggere l’accordo quadro istituzionale. Nella forma attuale infatti esso danneggerebbe l’economia svizzera e i lavoratori e comprometterebbe due delle garanzie del successo economico svizzero: la tutela salariale e il servizio pubblico.

© Samuel Bauhofer

In passato la tutela salariale ha garantito che gli accordi bilaterali tutto sommato fossero un successo anche per i lavoratori svizzeri. Accanto al successo economico, questa protezione dei salari ha anche garantito la pace sociale in Svizzera. Altrettanto importante per la pace sociale è un ampio servizio pubblico. Il presente accordo quadro con disposizioni essenziali sulle sovvenzioni statali mette a rischio il servizio pubblico che garantisce la coesione della nazione. Considerando la situazione politica sarebbe irresponsabile mettere a repentaglio queste conquiste svizzere. Per questo syndicom rigetta un progetto che mette a rischio sia la tutela salariale che il servizio pubblico e si definisce pronto a sostenere con ogni mezzo un eventuale referendum. 

Va finalmente realizzata la parità
Lo sciopero delle donne* ha mostrato l’urgenza di attuare misure concrete per realizzare finalmente una vera uguaglianza. Politici, imprenditori e manager che finora hanno rifiutato le misure proposte devono rendersi conto che la questione della parità va risolta una volta per tutte. Fra le altre cose ciò significa realizzare una piena parità salariale, il congedo parentale nonché regole più generose riguardo all’assistenza di familiari e tolleranza zero verso sessismo e molestie sessuali. I delegati syndicom hanno approvato una risoluzione contenente un piano di misure. 

Consiglio digitale per una società e un servizio pubblico moderni
La trasformazione digitale ha ampie ripercussioni sull’intera società. Ancora più irritante risulta dunque il fatto che il Consiglio federale finora non abbia reso partecipi i lavoratori a questa discussione, lasciando la co-impostazione interamente in mano agli alti vertici dell’economia. Ecco perché syndicom chiede l’abolizione del comitato consultivo sulla trasformazione digitale nella sua forma attuale. Al suo posto va istituito un consiglio di ampia rappresentanza che rispecchi la società nella sua pluralità, affinché la digitalizzazione possa essere realizzata a vantaggio di tutti. La questione decisiva è che venga costantemente sviluppato anche il servizio pubblico, in quanto con la digitalizzazione cambiano anche le esigenze.

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