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Le scelte controproducentie irresponsabili di Viscom

Giovedì 23 aprile l’associazione di settore dell’industria grafica Viscom ha disdetto il contratto collettivo di lavoro per la fine del 2015. Da tempo syndicom denunciava attraverso azioni di volantinaggio il fatto che Viscom avrebbe dato la disdetta al CCL allo scopo di peggiorarne le condizioni. Le nostre previsioni si sono purtroppo puntualmente avverate.

Secondo Viscom le difficoltà del settore si risolvono diminuendo i costi di produzione per equipararli il più possibile alla concorrenza estera: tradotto per i lavoratori significa un prolungamento dell’orario normale di lavoro da 40 a 44 ore settimanali ed un’ulteriore riduzione delle indennità notturne. Queste sono infatti le richieste che l’associazione padronale ha avanzato ai sindacati.

Con queste richieste Viscom dimostra ancora una volta di essere un’associazione poco seria, poco lungimirante e soprattutto un partner sociale inaffidabile.

Sappiamo che il settore è in difficoltà a causa del calo della pubblicità, di un maggior utilizzo dei media elettronici e di un sistema economico che crea una spietata concorrenza al ribasso dei prezzi. In questa situazione le piccole tipografie hanno sempre maggiori difficoltà a sopravvivere mentre le grandi, grazie alle enormi capacità produttive e d’investimento, continuano ad aumentare i propri profitti. A lungo andare è evidente che il lavoro sarà sempre più centralizzato nelle grandi tipografie, con la conseguente perdita dei posti di lavoro nel settore. L’aumento delle ore lavorative settimanali non farebbe altro che velocizzare questo processo.

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