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Pessima accoglienza nel mondo del lavoro

Nadine Swan ha 22 anni e da un anno lavora a TeleBärn come tecnica della televisione. Prima di approdare in TeleBärn, la giovane ha dovuto accontentarsi di salari miseri, sopportare un capo nevrotico e sottomettersi a persone totalmente incompetenti. In breve: ha assolto degli stage.

syndicom: Nadine, prima di arrivare a TeleBärn, hai fatto uno stage presso Jump TV, la televisione regionale di Soletta. Perché?

Nadine Swan: Nel 2009 volevo frequentare l’Università delle Arti di Zurigo, e là mi hanno chiesto di svolgere un praticantato nel campo della cinematografia. Jump TV è stata la prima a rispondere alla mia candidatura. La mia idea era di imparare tante cose e di essere un po’ indipendente in un ambiente relativamente informale. Jump TV d’altronde si descriveva come una televisione giovane, diretta da giovani.

Le tue aspettative sono state soddisfatte?

Macché. A Jump TV ho trovato molte ambizioni ma molto poca competenza. Nessuno aveva una formazione video-giornalistica. Quelli arrivavano in un posto e cominciavano a filmare come dei matti. Spesso dieci volte il tempo che ci serviva. A volte fino a cinque ore di materiale. E poi mi dicevano: «Taglia e trasformalo in un filmato di 20 minuti.» Dunque ero costretta a guardarmi tutta la ripresa, per vedere innanzitutto che cosa c’era dentro. Un assurdo spreco di tempo. Molte volte mancava proprio un’idea, e spesso mancavano delle cose senza le quali la storia non era nemmeno possibile ricostruirla.

C’erano grosse lacune anche riguardo all’uso della tecnica. Nessuno aveva delle competenze specifiche. Questo è stato un enorme ostacolo, in quanto non si poteva proprio lavorare. Una volta si piantava il computer, un’altra il programma non faceva quello che avrebbe dovuto fare. Dovevamo consultare Internet in continuazione. Il tutto è stato estremamente faticoso.

E inoltre mi si chiedeva sempre di fare le pulizie. E già avevo la sensazione di perdere un sacco di tempo e di non imparare niente. Capitava anche che il capo ci dicesse: «Ieri sera ho lavorato fino alle due di notte, venite solo voi venerdì.» E così il lavoro rimaneva tutto sulle nostre spalle.

E quanto guadagnavi?

Mi davano 300 franchi al mese, ma non con regolarità. Dopo circa tre mesi e mezzo mi hanno messo, diciamo, in “ferie”, e dovevo ancora vedere una mensilità. Ci fu una grossa lite, nel corso della quale il capo mi ha addirittura minacciata di licenziamento in tronco. Abusivo. Mi avevano anche detto che non mi avrebbero dato nessuna conferma dello stage o solo un attestato che non avrei potuto utilizzare in seguito. Solo quando syndicom mi è venuta in aiuto, minacciando il datore di lavoro di adire le vie legali, abbiamo raggiunto l’accordo di porre fine al rapporto di lavoro in maniera consensuale. E a quel momento mi hanno anche pagato gli arretrati. Ma per ricevere finalmente il mio attestato di lavoro è stata una lunga storia. Diciamo che questo stage non è proprio stato un decollo brillante nella vita professionale.

Nonostante ciò hai fatto un altro stage…

Sì, a TeleBielingue. Ed è stato molto meglio. Non che guadagnassi di più, intendiamoci – all’inizio 400 franchi, e dopo sei mesi 600 franchi – ma lì finalmente ho imparato qualcosa, ho fatto qualcosa, sono servita a qualcosa. TeleBielingue dipendeva dai suoi stagisti, e per questo venivamo anche apprezzati. Nella tecnica eravamo due stagisti, nella redazione ce n’erano da quattro a cinque. Disponendo di un bilancio piuttosto modesto, l’unico modo per finanziarsi era attingere al maggior numero possibile di stagisti ammessi.

Quali sono, secondo te, le opportunità e i rischi di uno stage?

Nel mondo dei media i praticanti sono pagati malissimo. In genere si guadagna dai 400 ai 600 franchi. Se non hai il sostegno dei genitori, è un’impresa impossibile. Poi a seconda dell’azienda dove vai, impari qualcosa oppure no. E possono sempre sbatterti fuori. Perché in linea di massima trovano sempre qualcuno che prende il tuo posto. Anche per il lavoro più stupido. Perché spesso per essere ammessi a degli studi viene richiesto l’assolvimento di uno stage.

E quali pensi siano le possibilità di passare dallo stage a un vero posto di lavoro?

Io ho avuto fortuna e ce l’ho fatta, grazie ai contatti che sono riuscita a crearmi durante il praticantato. Ma non è possibile garantire un posto di lavoro a tutti coloro hanno assolto uno stage. Non si può avere la pretesa di trovare subito un posto dopo lo stage. Nella maggior parte dei casi ti dicono: «Le faremo sapere.» E arrivederci e grazie.

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