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Presidio contro la chiusura degli uffici postali a Lugano

Un centinaio di persone si sono radunate ieri sera davanti all’ufficio postale di Lugano Centro per protestare contro i tagli del personale annunciati dalla Posta e contro le chiusure degli uffici postali.

© Giovanni Valerio

Il presidio organizzato da syndicom e USS Ticino ha riunito, nonostante il maltempo, un centinaio di manifestanti che hanno ribadito la propria contrarietà alla politica antisociale della Posta. Oltre al vin brûlé offerto ai partecipanti, a scaldare la manifestazione sono stati gli interventi di Marco Forte, responsabile regionale syndicom, di Graziano Pestoni, Presidente USS Ticino e Moesa, di Massimo Mantovani, VPOD/SSP Sindacato del Servizio Pubblico e di Danilo Catti, SSM Sindacato Svizzero dei Massmedia.

«La Posta deve fare un passo indietro!»
, ha affermato chiaramente Marco Forte. «È ora di aprire un dialogo vero, la volontà dei comuni, della popolazione e dei lavoratori deve essere rispettata. Non è infatti la Posta che deve decidere su come deve essere impostato il servizio pubblico e di conseguenza la rete degli uffici postali. È ora che la politica metta dei limiti a questa strategia arrogante, autoritaria e antisociale della Posta. Fintanto che la politica non prenderà una posizione chiara, syndicom chiede con forza una moratoria».

Nel frattempo qualcosa si sta muovendo. “Abbiamo appreso - ha fatto sapere Marco Forte - che a livello politico cantonale si stanno facendo dei passi avanti per impedire questo smantellamento e tutelare maggiormente la rete degli uffici postali. Questi segnali positivi ci auguriamo arrivino anche dagli altri Cantoni”. Sabato 26 novembre si terrà a Berna l’Assemblea dei delegati syndicom che deciderà quali ulteriori azioni intraprendere. Syndicom non si arrende e lotterà fino alla fine per tutelare il servizio pubblico e il personale.

Anche Graziano Pestoni nel suo intervento critica la Posta: “l’obiettivo della Posta non è più quello di fornire il  miglior  servizio possibile al cittadino/utente, bensì quello di realizzare solo utili”. Pestoni continua: “Questo è il risultato delle decisioni prese dalle nostre Autorità  a livello nazionale, Consiglio federale e Camere federali. Dapprima la Posta è diventata un'azienda autonoma, poi è stata trasformata in società anonima. La terza tappa, se non li fermeremo prima, sarà la vendita delle azioni al privato”.
Per fermare questo degrado – conclude Pestoni” bisogna sottrarre la Posta dalle logiche del mercato, cambiare i suoi  obiettivi, ridare  alla Confederazione la responsabilità diretta della gestione della Posta”
.

Massimo Mantovani e Danilo Catti, in rappresentanza dei rispettivi sindacati, nel loro intervento hanno ribadito il sostegno a syndicom ed ai collaboratori della Posta.

Anche il sindacato SEV, che in questi giorni ha avviato una fase di mobilitazione contro il programma di tagli RailFit, ha fatto pervenire il proprio messaggio di solidarietà ai collaboratori della Posta. Syndicom e SEV sono uniti contro lo smantellamento del servizio pubblico.

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