CCL 2016

Abbiamo un nuovo CCL - Le lavoratrici e i lavoratori hanno approvato il CCL per l´industria grafica!

Lo scorso 5 dicembre a Berna, le lavoratrici e i lavoratori dell´industria grafica (quasi 100 i presenti) membri di syndicom e Syna, hanno detto si con una maggioranza del 97 % al nuovo CCL, che entrerà in vigore il prossimo primo gennaio e avrà la durata di almeno 3 anni.

Come già sottolineato all’inizio della campagna per il rinnovo del nostro CCL, le negoziazioni si sono svolte in un clima economico difficile. Difficoltà che durano purtroppo oramai da anni. Dobbiamo pure dire che la catastrofica decisione della Banca Nazionale Svizzera dello scorso 15 gennaio ha purtroppo aggravato i problemi.

Malgrado ciò abbiamo potuto difendere le condizioni di lavoro evitando la diminuzione dei supplementi per il lavoro notturno per la stampa dei giornali e impedito che parte dei salari minimi venissero stralciati dal CCL così come voleva viscom. Questi salari minimi, per i lavoratori non qualificati e per i qualificati a partire dal 5° anno, rimangono tali e rimangono quindi nel CCL.  L´orario di lavoro base rimane pure fermo a 40 ore settimanali.

Primo decreto d´obbligatorietà dell´industria in Svizzera
Lo smantellamento previsto da viscom all´inizio delle trattative non è quindi avvenuto. viscom voleva infatti pure peggiorare il pagamento delle indennità per malattia e introdurre un articolo di crisi che avrebbe esonerato le azienda dal rispetto del CCL per la durata di 24 mesi.

Novità importante; il CCL verrà finalmente inviamo al SECO per essere dichiarato d´obbligatorietà generale. E sarà il primo decreto d´obbligatorietà generale dell´industria in Svizzera.

Come già per le tipografie commerciali, anche nella stampa di giornali ci sarà la possibilità di introdurre la settimana di 42 ore ma unicamente con un accordo scritto fra la direzione, la commissione del personale e le persone interessate. Le indennità pasto e il pagamento di una pausa extra verranno integrati nel salario base per coloro che ne usufruiscono oggi ma non figureranno più nel nuovo CCL. Per chi lavora a turni e di notte la pausa farà parte del tempo di lavoro.

Vuoto contrattuale evitato
Certo è che, per arrivare a questo risultato, abbiamo dovuto rinunciare alla nostra rivendicazione di un modello di pensionamento anticipato. Malgrado ciò, si può esprimere soddisfazione per il risultato finale ma soprattutto siamo contenti che un vuoto contrattuale è stato evitato. Vuoto contrattuale che avrebbe avuto delle gravi conseguenze per i lavoratori e le aziende. Siamo infatti dell´avviso che le difficoltà del settore non possono essere risolte gettando il CCL nella spazzatura.

Tre anni di tempo per diventare più forti
A partire dal 1 gennaio e fino al 2018 abbiamo tempo tre anni per rafforzare la nostra posizione così da poterci preparare al meglio per il prossimo rinnovo. Sarebbe infatti fatale aspettare la scadenza del nuovo CCL senza far nulla. Perché la chiave di volta per l’avvenire è appunto quella di corroborare il rapporto di forza del sindacato che significa; essere fortemente radicati e presenti nelle aziende. Ecco quindi che syndicom vuol essere al fianco delle Commissioni del Personale, dei fiduciari, vuol essere ancora più presente nelle aziende-  in particolare in quelle che hanno un ruolo determinante nella definizione della politica contrattuale - onde poter, appunto, realizzare questo obiettivo.

Quindi, non esitare non solo ad invitare chi lavora con te a diventare membro di syndicom – www.syndicom.ch - ma pure a prendere contatto con il segretariato regionale più vicino per iniziare questo lavoro assieme a noi. Perché la vera forza è solamente quella del collettivo.


SI per il nouvo CCL per l’industria grafica

Riuniti oggi a Berna le lavoratrici e i lavoratori dell’industria grafica membri di syndicom e Syna hanno detto si con una maggioranza del 97% al nuovo CCL, che entrerà in vigore il prossimo primo gennaio e avrà la durata di almeno 3 anni.

Le negoziazioni si sono svolte in un clima economico difficile per questo settore e che dura oramai da anni. La catastrofica decisione della Banca Nazionale Svizzera dello scorso 15 gennaio ha purtroppo aggravato i problemi. Malgrado ciò i sindacati hanno potuto difendere le condizioni di lavoro evitando la diminuzione dei supplemento per il lavoro notturno. I salari minimi attuali, che viscom voleva in parte eliminare, rimangono, invariati, nel nuovo CCL. E l’orario di lavoro base rimane di 40 ore settimanali.

Primo decreto d’obbligatorietà dell’industria in Svizzera
Lo smantellamento previsto da viscom all’inizio delle trattative non è avvenuto. Viscom voleva infatti pure peggiorare il pagamento delle indennità per malattia e introdurre un articolo di crisi che avrebbe esonerato le azienda dal rispetto del CCL per la durata di 24 mesi. Il CCL verrà finalmente dichiarato inviamo al SECO per essere d’obbligatorietà generale. E sarà il primo decreto d’obbligatorietà dell’industria in Svizzera.

Come già per le tipografie commerciali, anche nella stampa di giornali ci sarà la possibilità di introdurre la settimana di 42 ore ma unicamente con un accordo scritto fra la direzione, la commissione del personale e le persone interessate. Le indennità pasto e il pagamento di una pausa extra (pausa extra per chi non può lasciare il posto di lavoro) verranno integrati nel salario base per coloro che ne usufruiscono oggi ma non figureranno più nel nuovo CCL. Per chi lavora a turni e di notte la pausa farà parte del tempo di lavoro.

Un vuoto contrattuale è stato evitato
Certo è che, per arrivare a questo risultato, i sindacati hanno dovuto rinunciare alla loro rivendicazione di un modello di pensionamento anticipato. Malgrado ciò si ritengono soddisfatti del risultato finale ma soprattutto sono contenti del fatto che un vuoto contrattuale è stato evitato. Vuoto contrattuale che avrebbe avuto delle gravi conseguenze per i lavoratori e le aziende. syndicom e Syna sono infatti dell’avviso che le difficoltà del settore non possono essere risolte o regolate buttando il CCL nella spazzatura.


Le trattative sono state concluse e ora abbiamo un risultato

Seconda conferenza di divisione - le trattative hanno dato un risultato

Non è stato facile, per la durezza del confronto e anche perché il nostro è un settore in costante ristrutturazione, ma in occasione dell’ultima tornata di trattativa che si è tenuta lo scorso 4 novembre, syndicom e Syna hanno trovato un accordo con viscom. Se la conferenza di syndicom e Syna del  5 dicembre e viscom il prossimo 30 novembre diranno si, il primo gennaio del prossimo anno entrerà quindi in vigore un nuovo CCL, che il più presto possibile verrà inviato al Seco, per essere decretato d’obbligatorietà generale.

Per raggiungere questo risultato ci siamo battuti con forza fino all’ultimo, anche perché viscom ha voluto rimettere sul tavolo la richiesta della settimana di 42 ore quale orario normale per le tipografie commerciali.

Siamo coscienti del fatto che non c’è da fare salti di gioia. Ma siamo però estremamente convinti che abbiamo ottenuto un buon risultato, anche alla luce delle difficoltà in cui si trova da anni il nostro settore.

In breve i punti concordati:

  • Nessun ulteriore taglio del supplemento per il lavoro notturno
    Non si lavora gratis durante la notte
    Un’eventuale compensazione dei supplementi al livello di quelli previsti dall’attuale CCL deve essere fatta per chi lavora nella stampa di giornali, può essere fatta per chi lavora in quella commerciale
  • I salari minimi per qualificati e non qualificati rimangono invariati nel CCL
    Dumping salariale scongiurato in particolare nelle zone periferiche 
  • La settimana di 40 ore rimane quale orario normale di lavoro
    L’eventuale introduzione delle 42 ore potrà avvenire solo con un accordo scritto
  • Il CCL avrà una durata di tre anni
  • Il CCL verrà decretato d’obbligatorietà generale.
    Cosi che tutti coloro che lavorano oggi in un’azienda che non applica il CCL ne potranno approfittare

Ora tocca a te decidere.
Partecipa perciò alla conferenza di divisione che come già sai, si terrà a Berna il prossimo 5 dicembre.

Contiamo sulla tua presenza e ti  invitiamo a voler coinvolgere anche le tue colleghe e i tuoi colleghi. Ai nostri iscritti verrà inviato un invito personale ma ti può già annunciare ora scrivendo online

Ci vediamo quindi il 5 dicembre all’hotel Bern di Berna. Non lasciar decidere agli altri cose che ti riguardano direttamente.


CCL IGI 2016 – 4a tornata di negoziazione

Attacco respinto!
La 4a tornata di negoziazione, svoltasi lo scorso 30 settembre, si è conclusa con la convinzione che l’attacco di viscom al nostro CCL è stato respinto. Anche questa è stata  una trattativa molto intensa e per un momento si è pure temuto che fosse l’ultima. Ma poco prima della sua conclusione, si è trovato lo spiraglio giusto che ci porta a dire che le condizioni di lavoro per chi lavora oggi dell’industria grafica sono state salvaguardate e il nuovo CCL, che entrerebbe in vigore il prossimo 1 gennaio, potrà finalmente essere decretato di obbligatorietà generale.

Su cosa ci siamo accordati finora:

  • nessun taglio del supplemento per il lavoro notturno per la stampa di giornali verrà effettuato. Rimane al 70% come oggi. In più, le aziende che corrispondono un supplemento più alto, se in futuro decideranno di abbassarlo, dovranno compensare la diminuzione.
     
  • L’orario normale di lavoro rimane di 40 ore settimanali come finora. Sia per le tipografie commerciali che per la stampa di giornali. Dall’altra parte, la procedura per l’introduzione dell’42 ore settimanali – con accordo fra direzione e la CoPe o in mancanza di quest’ultima con gli interessati e il supporto delle parti contraenti – potrà in futuro essere utilizzata anche nella stampa di giornali.
     
  • I salari minimi per il personale non qualificato non solo rimangono nel CCL ma rimangono quelli del CCL attuale. Come rimane, per il personale qualificato,  il salario minimo di fr. 4'500 dopo il 5° anno di lavoro. Il rischio di dumping salariale nelle regioni periferiche particolarmente a rischio, come il Ticino, è stato quindi scongiurato.
     
  • Per arrivare a questo risultato, abbiamo purtroppo dovuto abbandonare la nostra richiesta di un modello di pensionamento anticipato.


Trattativa del 16 settembre e lettera di protesta
In questa giornata abbiamo potuto constatare come la trattativa del 16 settembre, con la presenza dei presidenti delle varie commissioni del personale dei principali centri stampa di giornali, sia stata importante. Come pure importante è stato il pieno successo della raccolta di firme a sostegno della lettera di protesta -  consegnata alla delegazione di viscom – con la quale si è detto un chiaro no alle inaccettabili riduzioni salariali da loro proposte e si è fortemente criticato il voltafaccia dei rappresentanti dei vari centri che, ricordiamo, non si sono presentati quel giorno al tavolo delle trattative. 480 firme sono state raccolte fra i dipendenti attivi nei centri per la stampa di giornali di Tamedia ZH,BE e Bussigny, Ringier, St.Galler Tagblatt, AZ Medien e Centro stampa Ticino. Vale a dire; il 70% degli impiegati.

4 novembre ultimo incontro
Manca ancora una tornata di negoziazione che si terrà il prossimo 4 novembre e durante la quale, fra le altre cose, dobbiamo definire la durata della validità del CCL, che noi vogliamo sia di 4 anni, o il sistema per la compensazione che si applicherà anche per l’indennità pranzo che verrebbe  integrata nel salario a chi la percepisce oggi ma non figurerà più nel nuovo CCL. Siamo sulla buona strada e dobbiamo rimanere determinati. La delegazione si impegnerà quindi fino all’ultimo per portare alla conferenza di divisione di dicembre un buon CCL che verrà poi decretato d’obbligatorietà generale.


CCL IGI 2016 – 3a tornata di negoziazione

Rappresentanti delle CoPe impeccabili

Lo scorso 16 settembre avrebbe dovuto avere luogo la 3 tornata di negoziazione per il nuovo contratto collettivo di lavoro con di fronte i rappresentanti dei più importanti centri stampa di giornali. Così almeno era stato convenuto. Tamedia, Ringier, NZZ e AZ Medien non si sono però presentati e pertanto i rappresentanti delle rispettive Commissioni del Pesonale (CoPe) e i sindacati non hanno potuto negoziare direttamente con loro anche se le loro richieste erano nell’ordine del giorno.

Ebbene si: gli stampatori di giornali vogliono mettere pesantemente le loro mani nel vostro portamonete. Concretamente ciò significa.
 

  • da 500 a 900 fr. in meno al mese a seguito dell’abbassamento del supplemento per il lavoro notturno da 60% o 90% al 40% (più, ogni volta, il 10% di compensazione in tempo come richiesto dalla legge)
  • da 200 a 300 fr. il controvalore che verrebbe loro regalato con l’innalzamento dell’orario di lavoro a 42 ore settimanali.
  • 300 e più fr. di perdita mensile se il supplemento per le pause nel caso si è impossibilitati a lasciare il posto di lavoro (art. 205 cpv.4b) venisse soppresso.
  • Una perdita di oltre 100 fr. al mese in caso di soppressione dell’indennità pasto e della possibilità di costituire un conto risparmio.

No, tutto questo non è accettabile!
Qualche collega ci ha fatto pervenire la propria busta paga così da poter calcolare la perdita mensile se queste richieste di viscom venissero applicate:
 

  • Tamedia: 590 fr. più un valore di 290 fr. per le due ore di lavoro gratuito.
  • Ringier: 800 fr. più un valore di 290 fr. per le due ore di lavoro gratuito.
  • AZ Medien: 860 fr. più un valore di 270 fr. per le due ore di lavoro gratuito
  • Centro Stampa Ticino: 950 fr. più un valore di 210 fr. per le due ore di lavoro gratuito
  • Se ci fai pervenire una copia della tua busta paga potremmo calcolarti la perdita mensile. Ovviamente tratteremo i dati in via del tutto confidenziale.

Rappresentanti delle CoPe impeccabili.
Anche se non avevano davanti a loro i rispettivi responsabili, i nostri colleghi delle CoPe hanno detto chiaramente no a questo smantellamento del CCL. Hanno portato degli argomenti concreti a sostegno di questo no. Ed hanno rifiutato il tentativo di togliere degli articoli dal CCL per negoziarli poi a livello aziendale.

Hanno riferito delle trattative salariale, previste dal CCL, che da anni oramai si concludono con un risultato pari a  zero o quasi. Hanno ben illustrato l’aumento della pressione sui posti di lavoro, della quantità del lavoro da fare anche in considerazione della concentrazione del mercato fra 5 – 8 aziende sparse sul territorio nazionale. No; non si può chiedere al personale di rinunciare a tanti soldi ogni mese e di far regalo di due ore di lavoro in più a settimana a questi grandi gruppi proprietari non solo di centri per la stampa ma anche di giornali, settimanali, periodici, radio, TV, portali internet, piattaforme digitali di pubblicità e altro ancora.

La stampa di giornali non soffre a causa del problema euro/franco. È un mercato interno e sono loro stessi responsabili della concorrenza e della pressione sui prezzi.
Basterebbe investire parte dei benefici di questi grandi gruppi nel personale, che vuol dire rinunciare ad avere dei margini di profitto esagerati per garantire delle buone condizioni di lavoro!
La perdita salariale di quasi 1´000 fr. al mese che viene richiesta alle lavoratrici e ai lavoratori non risolverà il problema di questo settore. Porterebbe ad un risparmio di 3 – 4 cts. per copia di giornale o andrebbe a riempire ancora di più le tasche degli azionisti.

Chi lavora nella stampa di giornali deve firmare la dichiarazione di protesta e deve farla firmare anche alle sue colleghe e ai suoi colleghi.
Al termine della 3 tornata di negoziazione la nostra delegazione ha deciso di lanciare una dichiarazione di protesta per segnalare all’associazione padronale viscom che questa loro volontà di smantellare il CCL non passerà mai. Consegneremo il testo e le firme alla prossima tornata prevista il 30 settembre. Contattaci se vuoi avere il relativo formulario.

Anche i dipendenti delle tipografie commerciali saranno chiamati alla cassa.
Anche se la 3 tornata di negoziazioni è stata dedicata alla stampa di giornali è bene ricordare che diverse rivendicazioni toccheranno anche il porta monete delle colleghe e dei colleghi della stampa commerciale. È certa la soppressione di posti di lavoro qualora venissero introdotte le 42 ore settimanali quale orario base. Questo, in considerazione delle indiscusse difficoltà di questo settore e del fatto che vi sono aziende che hanno giusto il lavoro per lavorare le attuali 40.

La soppressione del supplemento del 25% per le ore straordinarie (art. 206 cpv. 5) o la soppressione dell’indennità pasto o della possibilità di costituire un conto risparmio avranno pure della gravi conseguenze finanziare.

Lottiamo assieme – mettiamo pressione.
Ci sono ancora due tornate di negoziazione per cercare di trovare un accordo. La pressione deve aumentare in tutta la divisione grafica. La nostra delegazione è concentrata e determinata sul suo obiettivo. Nessuna degradazione dell’attuale CCL, DOG e pensionamento anticipato.

In diverse aziende abbiamo già iniziato a fare delle assemblee con il personale per discutere la situazione e le misure necessarie per difendere il CCL. Quindi e nuovamente; prendi contatto con il nostro segretariato (indirizzo su www.syndicom.ch) e chiedi di organizzare un’assemblea anche nella tua azienda o nella tua  regione. Aiutaci a mobilitare le colleghe e i colleghi e a convincerli ad aderire al sindacato.

Lottiamo assieme per le tue condizioni di lavoro!

Riserva la data del 5 dicembre 2015. Si terrà a Berna una conferenza di divisione CCL industria grafica che dovrà esaminare il risultato delle trattative e decidere in merito.


CCL IGI 2016 – 2a tornata di negoziazione

In occasione della 2a tornata di negoziazione la nostra principale rivendicazione di un modello di pensionamento anticipato è rimasta sul tavolo sebbene viscom vi si opponga e continui a voler mettere le mani nel vostro portamonete.

Lo scorso 26 agosto si è tenuta la 2a tornata di negoziazione fra syndicom-Syna e l’associazione padronale viscom. Sebbene il clima fosse meno teso rispetto all’incontro di giugno, fra i partner sociali rimane una grande distanza.

I sindacati hanno presentato e difeso la loro principale richiesto di un modello di pensionamento anticipato spiegando loro che non solo è applicabile ma pure necessario. A ogni ristrutturazione, a ogni chiusura è infatti il personale più anziano a subire le maggiori conseguenze e a volte, pure costretto a far capo alla disoccupazione. Ma questo modello è anche necessario per permettere ai giovani di trovare un posto di lavoro e non dover così lasciare il settore una volta terminato l’apprendistato.

Dal canto loro, viscom ha chiaramente ammesso che le loro rivendicazioni sono uno smantellamento del CCL. Ma argomentano che ciò è necessario perché è il settore che lo richiede. Così giustificano l’introduzione dell’orario normale a 42 ore settimanali in tutto il settore e il taglio dei supplementi anche per la stampa dei giornali.

Non se ne parla!
Per syndicom è fuori questione che le lavoratrici e i lavoratori di questo settore subiscano un tale attacco. È inammissibile che colei o colui che lavora di notte possa perdere da CHF 800.- a 1’000.- al mese a causa dell’introduzione delle 42 ore settimanali e del taglio dei supplementi per il lavoro notturno.

Le prossime tornate di negoziazione si riveleranno quindi cruciali. Il 16 settembre avrà luogo una trattativa speciale con gli « stampatori di giornali » con la presenza delle commissioni del personale e le direzioni delle aziende più importanti. In questa occasione gli diremo che il problema del settore non può essere risolto sulle spalle dei dipendenti.

Noi vogliamo mobilitarci e aumentare la pressione. Prendi quindi contatto con il nostro segretariato e chiedi di organizzare un’assemblea nella tua azienda o nella tua  regione. Aiutaci a mobilitare le colleghe e i colleghi e a convincerli ad aderire al sindacato.

La lotta continua, mettiamo pressione!

Riserva la data del 5 dicembre 2015. Ci sarà una conferenza nazionale CCL a Berna.


CCL per l’industria grafica 2016: primo giro di trattative dello scorso 24 giugno

Sì alla formazione e all’obbligatorietà generale del contratto collettivo di lavoro (CCL)  – no al saccheggio del portafoglio del personale che lavora di notte!

Il primo giorno di trattativa per il CCL dell’industria grafica si è inaugurato all’insegna delle buone notizie: sono stati firmati due accordi sulla formazione professionale e sulla dichiarazione di obbligatorietà generale (DOG) dello stesso CCL.
Ma all’orizzonte si delinea già, in maniera molto chiara, un grosso contrasto: Viscom approfitta di questi negoziati per proporre un enorme pacchetto di tagli.


Un grande passo nella giusta direzione
La prima giornata di trattativa si è presentata bene non soltanto per il bel tempo ma anche perché è stato firmato velocemente il nuovo accordo sulla formazione professionale che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016. Un’importante prestazione per i lavoratori e le aziende che vogliono rimanere al top delle conoscenze professionali.
Sono state regolate anche le disposizioni esecutive previste dal DOG per l’applicazione del CCL. Per compiere però questo definitivo passo manca ora "soltanto" un CCL. Una volta raggiunto l’accordo, la domanda per il DOG verrà presentata in quanto un impegno vincolante è già stato raggiunto con Viscom.

Niente tagli, solo semplificazioni?
Nel pomeriggio Viscom ha messo al centro della discussione le proprie rivendicazioni: nonostante le loro precisazioni: "sono solo semplificazioni del CCL e al massimo due o tre ritocchi estetici“, sono vere e proprie misure di risparmio sulla pelle dei lavoratori.

Le grandi tipografie per la stampa dei giornali fanno pressioni su chi lavora di notte ed ecco il pacchetto per queste colleghe e questi colleghi:

  • supplementi: ridotti al 50 percento
  • garanzie dei diritti acquisiti su precedenti riduzioni d’indennità: abolite
  • indennità per vacanze: ridotte
  • rimborsi per pause e pasti: cancellati
  • orario normale di lavoro (stampa di giornali e tipografie commerciali): 42 ore a settimana
  • assicurazione indennità giornaliera di malattia: diminuzione del 20%

Cumulando tutti questi tagli, i dipendenti della stampa di giornali perderebbero oltre 1000 CHF al mese!

Ma non finisce qui. Salario minimo per lavoratori non qualificati: eliminato, supplemento per le ore straordinarie: cancellate ...! La settimana lavorativa di 5 giorni diventerebbe presto un bel ricordo del passato per tutti coloro che lavorano su tre turni.

Articolo di crisi – ma alla fine per chi varrà il CCL?
L’articolo di crisi, chiesto da Viscom, permetterebbe alle aziende di mettere fuori uso il CCL per due anni interi. Questa non è una barzelletta, ma è una loro richiesta presentata come seria, sebbene il settore sia da anni in difficoltà!

Mantenere la calma – rafforzare l’immagine – cercare soluzioni
syndicom e Syna hanno fatto presente che la crisi non dipende dai lavoratori e che essi non sono disposti a farsi addossare le conseguenze. Entrambi i sindacati hanno avanzando una chiara rivendicazione: applicare il modello elaborato in comune per il pensionamento anticipato. Questa è una soluzione socialmente sostenibile alla crisi che sempre più attanaglia il settore. 

Il prepensionamento e l’obbligatorietà generale del CCL potrebbero:

  • neutralizzare una parte dei tagli annuali di 500-600 impieghi,
  • offrire più prospettive ai giovani del settore
  • limitare la rovinosa concorrenza interna

Il "no" degli imprenditori non si è fatto attendere: essi non vogliono investire nessun franco per attenuare le ripercussioni della crisi, ma solo tagliare i costi, ovvero ridurre le prestazioni per le collaboratrici e i collaboratori. Dopo la prima giornata di trattative c’è molta distanza tra quello che le due parti si aspettano dal nuovo CCL. Per questo, i sindacati, a suo tempo avevano proposto il compromesso di prolungare di due anni il vecchio CCL e di farlo dichiarare di obbligatorietà generale, per evitare di creare ancora più agitazione e malcontento nel settore.Il seguito ci sarà il 26 agosto con la seconda tornata di trattativa. Vi preghiamo di discutere con i vostri colleghi le rivendicazioni di Viscom e di contattare il vostro segretari

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