1° maggio 2022

Pace. Libertà. Solidarietà

Appello dell'USS per il 1° maggio 2022

C’è di nuovo la guerra in Europa. Con l'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia e di Vladimir Putin, la violenza militare di uno stato contro un altro è tornata nel nostro continente. La guerra porta morte, miseria e insicurezza. Provoca la fuga e il trasferimento forzato di ampie fasce della popolazione. Distrugge anche a lungo termine i mezzi di sostentamento di tutta la popolazione ucraina.

(USS) Ciò che la guerra non può distruggere, però, è l'aspirazione di un popolo all'autodeterminazione. La popolazione ucraina ha scelto liberamente la strada che seguirà il loro paese, così come le sue istituzioni e il suo sviluppo economico. Ha dimostrato in modo impressionante la sua resistenza e la sua perseveranza contro l'oppressione di un potere chiaramente superiore.

Come sempre, non c'è guerra che risparmi la popolazione. I più ricchi, solitamente, riescono a sfuggire alla sofferenza economica e ai pericoli delle zone bellicose. La guerra infierisce principalmente sulle lavoratrici e i lavoratori, sui più deboli e sui più poveri. È a loro che va il nostro sostegno.

La pace è il prerequisito per una vita dignitosa. Far tacere bombe e fucili è ovunque e sempre la condizione indispensabile per la coesistenza pacifica dei popoli. La corsa agli armamenti non è mai una soluzione durevole; preferiamo investire nella prevenzione delle crisi e nella protezione dei diritti umani.

La libertà dei popoli di decidere della loro organizzazione e del loro destino è il presupposto per l'esercizio e la protezione dei diritti sociali. L'autodeterminazione nelle istituzioni democratiche è il presupposto per poter lottare per il proprio lavoro, per un reddito giusto e una vita dignitosa: è questo che le sindacaliste e i sindacalisti in Ucraina, spalleggiati da coraggiosi attivisti in Russia, difendono. E sono proprio loro che la brutale repressione militare e poliziesca del governo russo sta cercando di schiacciare.

La vera solidarietà tra lavoratrici e lavoratori oltrepassa le frontiere ed è indipendente dalle nazionalità. Vogliamo che le rifugiate e i rifugiati di guerra trovino in Svizzera un paese aperto, ospitante e che il nostro paese faccia tutto il possibile per sostenere la popolazione civile in Ucraina che soffre le conseguenze della guerra. I paesi confinanti, che devono sopportare il peso dei rifornimenti per il sostentamento, devono ricevere un sostegno materiale rapidamente e in modo efficiente.

La guerra espone milioni di donne, uomini e bambini all’orrore assoluto. La nostra risposta è un impegno totale, in Svizzera e a livello internazionale. Per la pace, la libertà e la solidarietà.

 

 

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