Protezione della salute dei collaboratori

Implementazione comune di misure presso Swisscom durante la crisi da coronavirus

Da quando è scoppiata la crisi da coronavirus, ci stiamo confrontando quotidianamente con Swisscom. La protezione della salute dei collaboratori viene per noi al primo posto. Questo atteggiamento è stato adottato anche da Swisscom sin dal primo giorno della crisi. Swisscom ha pertanto valutato seriamente tutte le misure che abbiamo proposto. Molti dei nostri suggerimenti sono stati accolti e adottati da Swisscom.

Confrontandoci con i nostri membri constatiamo che molti sono solo frammentariamente consapevoli di ciò che syndicom e Swisscom hanno attuato a livello di partenariato sociale sin dall’inizio della pandemia. Qui di seguito desideriamo informarti sulle principali misure.
 

Gestione esemplare dei gruppi a rischio

Sin dall’inizio della crisi era chiaro che fosse necessario offrire un’adeguata protezione ai gruppi a rischio. Abbiamo pertanto immediatamente discusso con Swisscom che i collaboratori che appartengono a un gruppo a rischio, debbano lavorare in home office oppure interrompere temporaneamente l’attività lavorativa (naturalmente continuando a percepire l’intero salario).
 

Inaccettabile il doppio carico di home office e home schooling

Per molti collaboratori Swisscom, l’home office o il mobile office sono già da tempo una pratica comune. Mentre il mobile office non è attualmente opportuno, l’home office è l’unica strada percorribile. Per i collaboratori con figli in età scolare, il doppio carico di lavoro tra home office e home schooling può essere talmente elevato da impedire di svolgere il proprio lavoro. Swisscom si è dichiarata disponibile a continuare a versare lo stipendio in situazioni come queste e a non applicare sanzioni, qualora la prestazione abituale venisse meno.
 

Protezione della salute anche nel mantenimento dell’approvvigionamento di base

Il delegato dell’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del paese ha comunicato a Swisscom (incl. Broadcast) e cablex che essi forniscono servizi fondamentali per l’approvvigionamento della Svizzera e l’infrastruttura critica. Sia per noi che per Swisscom e cablex è chiaro che le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica devono essere in ogni caso obbligatoriamente rispettate. In particolare devono essere rispettate le relative liste del controllo della Segreteria di Stato dell’economia SECO. I collaboratori che vedono un rischio sanitario nello svolgimento di determinate attività, possono autonomamente astenersi dallo svolgerle senza dover temere alcuna sanzione.
 

Negozi chiusi o con orari d’apertura ridotti

Uno degli argomenti più urgenti è stato il lavoro nei negozi. Anche sotto le nostre pressioni, Swisscom ha ad esempio chiuso tutti i negozi del Ticino ad eccezione di due dove operano con orario di lavoro ridotto solo quadri e volontari per i clienti con necessità urgenti. Soluzioni simili sono state adottate da Swisscom anche per i negozi in altre regioni.
 

Misure di protezione intensive e controlli nei cantieri

Swisscom e cablex hanno dotato i collaboratori nei cantieri di dispositivi di protezione personale come occhiali protettivi, maschere protettive, guanti e disinfettanti. Inoltre i collaboratori sono tenuti a rispettare le prescrizioni previste dalla lista di controllo della SECO per i cantieri. I collaboratori di Swisscom-Security effettuano dei controlli nei cantieri e sono intervenuti già più volte a causa di misure di protezione insufficienti, in particolare anche nelle imprese subappaltatrici. Con una parte di queste aziende subappaltatrici curiamo una partnership costruttiva nel settore dell’infrastruttura di rete. La SUVA è in questo caso responsabile di appurare l’attuazione delle misure di protezione nei cantieri.
 

I collaboratori CFS godono di particolare protezione

Ciò che ancora un paio di settimane fa era normalissimo, è diventato un grosso rischio: il lavoro dei tecnici di Customer Field Service (CFS) presso le abitazioni dei clienti per allacciare Internet, Swisscom TV oppure la linea fissa. A tutela dei collaboratori CFS, viene chiesto più volte ai clienti se sono in salute e non presentano sintomi influenzali. Qualora i collaboratori CFS dovessero constatare sul posto che quanto dichiarato dai clienti non fosse corretto, possono interrompere immediatamente il lavoro e lasciare l’abitazione – oppure non entrare affatto all’interno dell’abitazione. Invitiamo i nostri colleghi presso CFS a far valere autonomamente questo diritto.
 

Niente colloqui di smantellamento durante lo stato di emergenza

All’inizio dello stato di emergenza non erano ancora stati condotti tutti i colloqui di smantellamento nell’ambito della pianificazione del personale di quest’anno. Siamo riusciti ad adoperarci affinché Swisscom sospendesse tali colloqui fino a quando non sarà passato lo stato di emergenza. Non siamo ancora riusciti a ottenere una sospensione generale delle riduzioni del personale. Ma continuiamo a lavorare a questo importante tema e abbiamo rivolto alla Confederazione e a Swisscom le nostre più recenti rivendicazioni contestualmente all’assemblea generale di Swisscom del 6 aprile.
 

Prevista la proroga della durata del piano sociale

Per i collaboratori che avevano già sostenuto un colloquio di riduzione del personale e che entrano nel piano sociale al più tardi il 1° luglio, la durata del piano sociale sarà prorogata di un mese. Lo stesso vale anche per i collaboratori che rientrano già nel piano sociale. Fanno eccezione i collaboratori appartenenti alla categoria G del piano sociale con da due a tre anni di modello di impiego presso Worklink. Siamo dispiaciuti che queste informazioni siano già state diffuse ancor prima della pubblicazione delle decisioni e delle comunicazioni definitive. Per quanto riguarda Swisscom abbiamo già fatto richiesta di proroga dei termini qualora lo stato di emergenza dovesse durare oltre il 19 aprile.

 

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