{"id":67307,"date":"2026-09-21T12:12:42","date_gmt":"2026-09-21T10:12:42","guid":{"rendered":"https:\/\/syndicom.ch\/?post_type=syn_magazine&#038;p=67307"},"modified":"2026-09-21T12:43:53","modified_gmt":"2026-09-21T10:43:53","slug":"il-lato-oscuro-dellia","status":"publish","type":"syn_magazine","link":"https:\/\/syndicom.ch\/it\/rivista\/il-lato-oscuro-dellia\/","title":{"rendered":"Il lato oscuro dell\u2019IA"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-background-color has-primary-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-1 is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-style-narrow is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong><strong><strong>Il lato oscuro dell\u2019IA<\/strong><\/strong><\/strong><\/h1>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-fe72eea7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:80%\">\n<p class=\"is-style-lead wp-block-paragraph\">Trasformazioni, pressione, licenziamenti: chi lavora nei settori delle tecnologie informatiche subisce in pieno gli effetti dell\u2019Intelligenza artificiale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-fe72eea7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:80%\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Testo:<strong> Muriel Raemy<\/strong> e <strong>Salim Staubli<\/strong><br>Illustrazione: <strong>aldine.ch<\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:30%\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-background-background-color has-background is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-style-narrow is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019inizio dell\u2019anno i tagli di posti di lavoro nel settore tech (ovvero, delle tecnologie informatiche) si moltiplicano a dismisura. Il fornitore statunitense di servizi di pagamento Block ha aperto quest\u2019anno licenziando oltre il 40 per cento del proprio organico. Il produttore di hardware Oracle ha tagliato circa 30 mila posti di lavoro. Amazon ha licenziato altre 16 mila persone, dopo aver gi\u00e0 annunciato 14 mila licenziamenti nell\u2019ottobre 2025. Meta, la casa madre di Facebook, ha tagliato da parte sua 8000 posti. E, da ultimo, anche Microsoft ha annunciato la soppressione di quasi 5000 posti, dopo che lo scorso anno vi erano gi\u00e0 state due grandi ondate di licenziamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbero citare numerosi altri esempi. Una cosa \u00e8 chiara: gli attuali sviluppi sono strettamente legati alla crescita dell\u2019Intelligenza artificiale (IA) trainata dalle borse, anche se nelle loro lettere di licenziamento le imprese tech preferiscono parlare di \u00abristrutturazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il personale cresce quindi comprensibilmente non solo la paura, ma anche il malcontento. In forum, blog e sui social media, vi sono dipendenti che raccontano di essere stati trasferiti, senza una reale possibilit\u00e0 di scelta, a mansioni percepite come ripetitive o poco gratificanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<figure data-wp-context=\"{&quot;imageId&quot;:&quot;6ab4935918947&quot;}\" data-wp-interactive=\"core\/image\" data-wp-key=\"6ab4935918947\" class=\"wp-block-image alignwide size-full has-lightbox wp-lightbox-container\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1213\" height=\"1222\" data-wp-class--hide=\"state.isContentHidden\" data-wp-class--show=\"state.isContentVisible\" data-wp-init=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--click=\"actions.showLightbox\" data-wp-on--load=\"callbacks.setButtonStyles\" data-wp-on--pointerdown=\"actions.preloadImage\" data-wp-on--pointerenter=\"actions.preloadImageWithDelay\" data-wp-on--pointerleave=\"actions.cancelPreload\" data-wp-on-window--resize=\"callbacks.setButtonStyles\" src=\"https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-67297\" srcset=\"https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_.png 1213w, https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_-150x150.png 150w, https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_-298x300.png 298w, https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_-767x773.png 767w, https:\/\/syndicom.ch\/app\/uploads\/2026\/09\/gewerkschaft-syndicom-grafik-ki-tech-aldine.ch_-1016x1024.png 1016w\" sizes=\"auto, (max-width: 1213px) 100vw, 1213px\" \/><button\n\t\t\tclass=\"lightbox-trigger\"\n\t\t\ttype=\"button\"\n\t\t\taria-haspopup=\"dialog\"\n\t\t\tdata-wp-bind--aria-label=\"state.thisImage.triggerButtonAriaLabel\"\n\t\t\tdata-wp-init=\"callbacks.initTriggerButton\"\n\t\t\tdata-wp-on--click=\"actions.showLightbox\"\n\t\t\tdata-wp-style--right=\"state.thisImage.buttonRight\"\n\t\t\tdata-wp-style--top=\"state.thisImage.buttonTop\"\n\t\t>\n\t\t\t<svg xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"12\" height=\"12\" fill=\"none\" viewBox=\"0 0 12 12\">\n\t\t\t\t<path fill=\"#fff\" d=\"M2 0a2 2 0 0 0-2 2v2h1.5V2a.5.5 0 0 1 .5-.5h2V0H2Zm2 10.5H2a.5.5 0 0 1-.5-.5V8H0v2a2 2 0 0 0 2 2h2v-1.5ZM8 12v-1.5h2a.5.5 0 0 0 .5-.5V8H12v2a2 2 0 0 1-2 2H8Zm2-12a2 2 0 0 1 2 2v2h-1.5V2a.5.5 0 0 0-.5-.5H8V0h2Z\" \/>\n\t\t\t<\/svg>\n\t\t<\/button><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-style-narrow is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli \u00abagenti\u00bb danno il ritmo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un dipendente del settore, che desidera rimanere anonimo, ci spiega che le condizioni di lavoro sono cambiate radicalmente dall\u2019inizio di quest\u2019anno. Gli ingegneri e i programmatori hanno smesso praticamente da un giorno all\u2019altro di scrivere codice a mano. Il lavoro si \u00e8 spostato sul \u00abprompt\u00bb, cio\u00e8 sulle richieste formulate ai sistemi di IA. Ora si tratta di \u00abcomandare\u00bb delle attivit\u00e0 ai cosiddetti \u00abagenti\u00bb, ovvero software autonomi, e di controllarne i risultati. Questi agenti sono diventati capaci di scrivere codice autonomamente, correggerne gli errori, testarlo e, se necessario, correggerlo di nuovo, al fine di ottenere il risultato in modo automatico. Questi agenti raggiungono un tale grado di autonomia e sono addestrati a contattare il proprio supervisore umano solo quando \u00e8 necessario il suo intervento. Il dipendente si limita quindi a<br>reagire a un segnale fornito dalla macchina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Furto di lavoro e di propriet\u00e0 intellettuale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I racconti del personale tech sui social media lo evidenziano chiaramente. \u00c8 in atto un trasferimento: dall\u2019essere umano alla macchina. Le persone impiegate creano agenti e quindi processi automatizzati, che a loro volta generano e addestrano altri sistemi intelligenti, i quali a loro volta programmano nuovi codici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conseguente aumento in termini di efficienza \u00e8 discutibile. Il personale tech pi\u00f9 critico ritiene che la qualit\u00e0 del codice prodotto dagli agenti sia nettamente inferiore a quella del codice scritto a mano e che, di conseguenza, gli errori debbano poi essere corretti con un dispendio di tempo maggiore. Solo uno dei tanti circoli viziosi nel contesto dell\u2019IA. \u00adMicrosoft, Meta, Google e altri grandi monopoli sono diventati vittime del proprio sviluppo e devono proseguirlo se vogliono restare competitivi. Chi lavora non viene pi\u00f9 pagato per il proprio sapere e le proprie competenze, ma \u00e8 costretto a cedere il proprio patrimonio di conoscenze all\u2019azienda addestrando l\u2019IA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un\u2019intervista d\u2019inizio anno Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook (oggi Meta), ha dichiarato: \u00abCompiti e progetti per i quali un tempo sarebbero stati necessari grandi team vengono ora svolti da una singola persona di grande talento\u00bb. In sostanza, per chi lavora questo significa che solo le menti migliori trasmettono il proprio sapere agli agenti \u2013 se \u00abdebbano\u00bb o \u00abpossano\u00bb farlo resta da vedere \u2013 e che non occorre assumere nuovo personale. Comprensibile, dunque, che molte persone impiegate nel settore tech si sentano derubate del proprio lavoro, delle proprie competenze e della propria propriet\u00e0 intellettuale. Allo stesso tempo, chi \u00abpu\u00f2\u00bb restare racconta di dover far fronte a un carico di lavoro quattro volte superiore a prima. Sui social network si moltiplicano le segnalazioni di burnout e licenziamenti. Per molti la pressione sembra diventata insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tecnologie usate impropriamente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle preoccupazioni esistenziali del personale tech se ne aggiungono anche altre di natura etica. Da Meta, ad esempio, lavori di ricerca originariamente destinati ai videogiochi o al metaverso vengono ormai impiegati per altri scopi. Cos\u00ec, lo scorso anno, Meta ha stipulato tra l\u2019altro un contratto militare con \u00abAnduril\u00bb. Vi si tratta lo sviluppo di occhiali per la visione notturna e di tecnologia di realt\u00e0 aumentata per l\u2019impiego bellico. Anche in altre imprese del settore tech, chi lavora fatica sempre pi\u00f9 spesso a capire se il proprio lavoro sia al servizio di operazioni militari o meno. A syndicom aumentano le richieste su questo tema da parte di membri del settore, come dimostra la risoluzione approvata all\u2019ultima assemblea dei delegati dal titolo \u00abNessun coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici in crimini di guerra\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-tertiary-background-color has-background is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-style-narrow is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le nostre rivendicazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio dell\u2019IA da semplice strumento utile a quello di attore autonomo provoca una profonda trasformazione del mercato del lavoro nel settore tecnologico. Se da un lato l\u2019IA consente considerevoli guadagni di produttivit\u00e0 e apre nuove opportunit\u00e0 economiche, dall\u2019altro solleva anche serie preoccupazioni. Rischia infatti di ridurre in modo massiccio gli organici, di ridimensionare le prospettive professionali dei giovani diplomati e di svalutare determinate qualifiche. A ci\u00f2 si aggiungono le conseguenze ambientali dell\u2019IA, la cui impronta ecologica \u00e8 notevole a causa dell\u2019elevato consumo di acqua e di energia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a queste trasformazioni, i sindacati difendono rivendicazioni concrete e realizzabili. Chiedono anzitutto maggiori diritti di partecipazione e un\u2019informazione trasparente sui processi in corso per l\u2019insieme del personale, e non soltanto per i quadri. Rivendicano inoltre un accesso generalizzato alla formazione di base e alla formazione continua nell\u2019ambito delle nuove tecnologie, il divieto di qualsiasi sorveglianza delle prestazioni o dei comportamenti mediante l\u2019IA, il mantenimento del valore del lavoro e nessun trasferimento di responsabilit\u00e0 civile o penale ai dipendenti per processi autonomi che non sono in grado di controllare. I guadagni di produttivit\u00e0 devono inoltre andare a beneficio dei dipendenti, ossia di chi produce il valore che genera i profitti. Le imprese tecnologiche devono assumersi pienamente le proprie responsabilit\u00e0 e non far pesare il carico delle trasformazioni dovute all\u2019IA sulle spalle del loro personale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trasformazioni, pressione, licenziamenti: chi lavora nei settori delle tecnologie informatiche subisce in pieno gli effetti dell\u2019IA.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":67305,"template":"","syn_magazine_category":[273],"class_list":["post-67307","syn_magazine","type-syn_magazine","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","syn_magazine_category-intelligenza-artificiale-ia"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il lato oscuro dell\u2019IA - sindacato syndicom<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Trasformazioni, pressione, licenziamenti: chi lavora nei settori delle tecnologie informatiche subisce in pieno gli effetti dell\u2019IA.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/syndicom.ch\/it\/rivista\/il-lato-oscuro-dellia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il lato oscuro dell\u2019IA - 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