Questo è ciò che ha comunicato il sindacato syndicom nella sua risposta alla procedura di consultazione sulla revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione. Con questo disegno di legge il Consiglio federale indebolisce senza motivo e senza necessità il servizio pubblico dei media e contribuisce a danneggiare ulteriormente il variegato panorama mediatico svizzero.

Stephanie Vonarburg, vicepresidentessa e responsabile del Settore Media del sindacato syndicom, afferma:

Ci opponiamo fermamente alla riduzione del finanziamento della SSR e delle emittenti radiofoniche e televisive che beneficiano di concessioni. Il settore dei media è già stato indebolito dai numerosi licenziamenti di massa nelle aziende mediatiche private. Il piano del Consiglio federale aggrava ulteriormente la situazione e minaccia il giornalismo di qualità in Svizzera. Altri 900 professionisti dei media perderebbero il loro posto di lavoro e la SSR non sarebbe più in grado di offrire un programma così buono e diversificato. Una SSR debole non gioverebbe in alcun modo ai media privati.

Con questa ordinanza il Consiglio federale agisce di propria iniziativa in modo antidemocratico e contro la volontà dell’elettorato, che nel 2018 respinse con una massiccia maggioranza del 71,6% l’«Iniziativa No-Billag». Il Consigliere federale Albert Rösti aveva venduto la modifica dell’ordinanza come una sorta di «controproposta» anticipata all’iniziativa per dimezzare il canone radio-tv, che prevede la riduzione del canone radiotelevisivo SSR a 200 franchi. Anche syndicom respinge fermamente – così come l’intero Consiglio federale – l’iniziativa sul dimezzamento e collaborerà con tutti i sindacati per opporsi all’iniziativa e alle sue devastanti conseguenze. La risposta completa di syndicom alla procedura di consultazione può essere consultata qui.


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