Il 28 gennaio 2026 circa 120 colleghi impegnati provenienti da tutta la Svizzera si sono riuniti a Berna per il 4° convegno di politica sociale dei pensionati syndicom. Al centro dell’attenzione c’era la previdenza per la vecchiaia. In particolare, la mancanza di adeguamento al rincaro delle rendite delle casse pensioni è fonte di grande preoccupazione per molti. Persone che hanno lavorato tutta la vita si rendono conto che la loro pensione è sempre meno sufficiente per vivere. Migliorare questa situazione è la nostra sfida. Con relazioni stimolanti e risoluzioni importanti, il convegno ha dimostrato che insieme possiamo ottenere miglioramenti.

Le sfide della previdenza per la vecchiaia

Ha aperto i lavori Doris Bianchi, direttrice dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali. In un illuminante intervento ha illustrato le molteplici sfide della previdenza per la vecchiaia. Fattori demografici come il basso tasso di natalità e l’aumento dell’aspettativa di vita, le incertezze economiche e i cambiamenti sociali gravano sui sistemi. Per l’AVS sono in programma progetti importanti, come il finanziamento della 13a rendita. Nella LPP, invece, non sono in vista revisioni sostanziali a causa della mancanza di consenso politico. La sua presentazione ha chiarito che per garantire buone pensioni sono necessarie volontà politica e azione comune. I partecipanti hanno applaudito calorosamente la sua informativa presentazione.

Fondamenti della compensazione del rincaro nel 2° pilastro

Jonas Eggmann, segretario centrale delle assicurazioni sociali SBG, ha spiegato in modo comprensibile perché la compensazione del rincaro è così importante. Le rendite sono la sostituzione del salario durante la pensione, ma rimangono nettamente indietro rispetto all’andamento dei salari e dei prezzi. Di conseguenza, perdono potere d’acquisto e mettono a rischio il sostentamento delle persone. Sebbene l’articolo 36 della LPP preveda una compensazione del rincaro, la sua attuazione è a discrezione dei consigli di fondazione delle casse pensioni e quindi avviene solo raramente. Nonostante il miglioramento della situazione finanziaria di molte casse pensioni, la necessità di intervenire rimane elevata. Senza adeguamenti legislativi, l’obiettivo costituzionale di una buona pensione per tutti non sarà raggiunto. Le spiegazioni del collega Jonas hanno riscosso grande apprezzamento.

Garantire il potere d’acquisto delle rendite LPP, un mandato legale

Giorgio Pardini, presidente del consiglio di fondazione della CP comPlan, ha sintetizzato il concetto: garantire il potere d’acquisto delle rendite LPP è un mandato legale e non una questione di buona volontà. Nell’AVS/AI esiste una compensazione automatica del rincaro ogni due anni. Nella LPP, invece, questa compensazione manca completamente. Giorgio ha avanzato tre richieste fondamentali: in primo luogo, è necessario un adeguamento dell’art. 36 LPP. In secondo luogo, le rendite devono essere adeguate regolarmente in base all’indice misto AVS/AI. In terzo luogo, il potere d’acquisto dell’ deve essere garantito in modo duraturo. Il modello di partecipazione presentato da comPlan dimostra che sono possibili soluzioni eque per i lavoratori attivi e i pensionati, grazie alla forte rappresentanza sindacale nei consigli di fondazione. I partecipanti hanno applaudito con entusiasmo le dichiarazioni di Giorgio.

Le risoluzioni della conferenza

Durante il convegno sono state approvate all’unanimità due importanti risoluzioni. La prima richiede un’azione concreta per la compensazione del rincaro delle rendite delle casse pensioni. Essa chiede che vengano create basi legali affinché i consigli di fondazione possano rifiutare la compensazione del rincaro solo per motivi ben fondati. I rappresentanti dei lavoratori nei consigli di fondazione devono inserire l’argomento nell’ordine del giorno e sviluppare modelli sostenibili. Inoltre, i sindacati devono ottenere il diritto di essere eletti nei consigli di fondazione delle casse pensioni, anche nelle fondazioni collettive.

Con la seconda risoluzione diciamo decisamente NO all’iniziativa dell’UDC per dimezzare la SSR, che sarà votata l’8 marzo. Questa iniziativa mette in pericolo la nostra democrazia, indebolisce il servizio pubblico e penalizza in particolare le persone anziane.

I pensionati come forza socio-politica

Infine, Matteo Antonini, presidente di syndicom, ha elogiato il grande impegno dei pensionati. Il loro impegno è importante, sia per il sindacato che per la società. I pensionati di syndicom portano le questioni di politica sociale anche alla base, nelle regioni. Il convegno si è concluso con un riscontro molto positivo. Ha dimostrato che insieme ci impegniamo con successo per la giustizia sociale e la coesione sociale.

Pensionati syndicom

Foto: Pia Neuenschwander, Giovanni Valerio

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