Cartellino giallo per il nuovo CEO del «gigante giallo»
La Posta Svizzera SA presenta un utile considerevole a spese del personale. Il sindacato syndicom critica il fatto che il nuovo CEO, nonostante i risultati soddisfacenti, intenda proseguire la politica di risparmio con le poco fantasiose misure di riduzione dei costi e annuncia che si opporrà a qualsiasi taglio: la Svizzera ha bisogno di più servizi pubblici, non di meno.
Oggi i dirigenti della Posta hanno presentato il risultato operativo 2025. Contemporaneamente, il nuovo CEO della Posta ha rilasciato la sua prima dichiarazione, illustrando la direzione che intende prendere il «gigante giallo» sotto la sua guida.
Dal punto di vista del personale della Posta, è innanzitutto positivo che si miri a rafforzare il servizio pubblico attraverso investimenti nel core business. Il servizio pubblico può avere un costo, perché rafforza la coesione nazionale.
Il fatto che la popolazione svizzera sostenga un servizio pubblico ben sviluppato e accessibile è stato dimostrato in modo impressionante, non da ultimo, dalle votazioni dello scorso fine settimana. La tendenza degli ultimi anni, caratterizzata da una costante riduzione dei servizi di base postali, deve finalmente essere fermata.
Profitti a spese del personale della Posta
Per il sindacato syndicom è estremamente preoccupante che la Posta sia stata in grado di versare centinaia di milioni di franchi di dividendi alla proprietaria. In questo caso sarebbero stati opportuni maggiore cautela e tatto.
Perché dietro a questo bilancio annuale positivo ci sono molti destini umani e la riduzione di posti di lavoro di qualità: si pensi ai licenziamenti delle e dei dipendenti di Notime SA o di PostFinance SA, all’esternalizzazione di posti di lavoro nel settore informatico in Portogallo o al personale dei centri di smistamento postale di Gossau e Kriens colpiti dalla chiusura degli stabilimenti. Inoltre, quest’anno, il personale della Posta deve accontentarsi di aumenti salariali irrisori. Si tratta di profitti a spese delle lavoratrici e dei lavoratori e, dal punto di vista della proprietaria, di un’assurdità dal punto di vista socio-politico.
Dominik Dietrich, segretario centrale del sindacato syndicom, è preoccupato:
Il nuovo CEO sembra privo di fantasia quando, nonostante i notevoli profitti, alla sua prima apparizione pubblica prospetta già le prossime misure di risparmio. Per questo gli diamo un cartellino giallo. Il sindacato syndicom si opporrà ad ogni singolo licenziamento e esternalizzazione.
Per quanto riguarda le misure di efficienza citate, volte a semplificare i processi nei settori interni, syndicom si aspetta un coinvolgimento molto stretto delle parti sociali e la massima responsabilità sociale da parte del datore di lavoro.
Sì al servizio pubblico digitale, ma deve essere al servizio delle persone
Il sindacato syndicom si aspetta che la Posta continui a investire in settori orientati al futuro, tra cui anche i servizi digitali. Questa digitalizzazione però deve essere al servizio delle persone – sia della popolazione che delle lavoratrici e dei lavoratori – e non il contrario. I progressi in termini di produttività che ne derivano devono essere distribuiti equamente.
Dominik Dietrich ribadisce:
Il sindacato syndicom si aspetta dal nuovo CEO una forte consapevolezza della particolare responsabilità sociale di un’azienda statale. Non solo glielo ricorderemo regolarmente, ma la valuteremo soprattutto in base al modo in cui tratta il suo personale e il patrimonio pubblico che amministra.