Begoña Feijoo Fariña, socia syndicom, vince il premio svizzero di letteratura
La scrittrice nata in Spagna, cresciuta in Ticino e ora attiva nella Valposchiavo, si racconta. Dall’infanzia in Spagna all’arrivo in Svizzera, dagli studi di biologia alla letteratura e al teatro, fino all’impegno con il sindacato.
Testo raccolto da Giovanni Valerio
Foto: Alessandro Belluscio
Non è facile dire chi sono in poche parole. Sono una scrittrice, ma anche un’organizzatrice culturale. Da qualche anno, in Valposchiavo organizzo una rassegna teatrale e un festival letterario. A volte penso che promuovere il lavoro degli altri sia quasi più importante del mio. E poi, naturalmente, sono anche una moglie, un’amica, una sorella, una figlia. Come tutti, sono fatta di tante cose.
Sono cresciuta in una piccola cittadina della Galizia, nel nord della Spagna. I miei genitori emigrarono in Svizzera per lavorare come stagionali. Così, per alcuni anni, io, mia sorella e mio fratello siamo rimasti con i nonni e con gli zii. I miei tornavano a casa solo per brevi periodi.
Dalla scienza alla letteratura
Sono arrivata in Ticino a dodici anni. Per me è stato uno shock: passare da un piccolo paese a Lugano, che mi sembrava una grande città, con tutte quelle auto nelle strade! In estate, prima di iniziare la scuola, una studentessa di lettere mi dava lezioni di italiano. Ho imparato in fretta. All’inizio delle medie conoscevo perfino il trapassato remoto! Ed eravamo solo in due in tutta la classe!
Da piccola volevo fare l’insegnante di matematica o la ballerina. La matematica mi piaceva moltissimo. Alla fine, ho scelto la strada della scienza. Ho studiato biologia e per diversi anni ho lavorato in ambito entomologico, occupandomi del controllo della zanzara tigre. Sono una persona molto logica e la scienza mi ha sempre affascinata.
La scrittura però mi accompagna da sempre. Ricordo un episodio alle medie: una compagna mi chiese di scrivere per lei una lettera d’amore. Diceva che ero brava con le parole. Forse lì ho capito che scrivere faceva davvero parte di me.

Creare occasioni per gli altri
Il grande cambiamento è arrivato nel 2015. Ho perso il lavoro e mi sono trovata in un momento difficile. Proprio allora un’amica (che avevo conosciuto in un corso di teatro) mi ha proposto di andare da lei a Brusio, in Valposchiavo. Nel giro di pochi mesi ho lasciato tutto e mi sono trasferita. Abbiamo fondato insieme la compagnia teatrale inauDita. È stato un salto nel vuoto, ma anche l’inizio di una nuova vita.
Da allora scrivo narrativa e teatro. Per me scrivere è quasi un bisogno fisico. Se non scrivo per un po’, sento il corpo inquieto. Ma accanto alla scrittura c’è anche un’altra cosa che per me è fondamentale: creare occasioni culturali per gli altri. A Brusio ho ideato e dirigo una rassegna teatrale e il festival Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo. Mi piace portare qui spettacoli, libri e autori. Quando vedo il pubblico uscire da uno spettacolo un po’ diverso da prima, capisco perché lo faccio. E perché ha un senso, per una regione come la Valposchiavo.
La cittadinanza e l’impegno
Con il tempo ho scelto anche di diventare cittadina svizzera. Volevo partecipare pienamente alla vita del Paese. La prima volta che sono andata a votare, a 46 anni, ho pianto. Sono attinente di Brusio, perché so che qui è la mia casa. Questa è famiglia. Ma mi sento legata a molti luoghi: la Galizia, ma anche la Toscana dove ho vissuto con quello che è diventato mio marito, il Piemonte, la Valposchiavo. In fondo credo di appartenere un po’ a tutti i posti in cui ho vissuto.
Far parte di syndicom è una cosa a cui tengo molto. Mio fratello Jose, presidente della sezione Ticino e Moesa, è sempre stato attivo nel sindacato e mi ha trasmesso questa sensibilità. E poi è l’unico sindacato che mi rappresenta, in quanto prima giornalista culturale (al Giornale del Popolo) e ora come autrice. Faccio parte sì di A*dS (Autrici ed autori della Svizzera), ma credo sia importante essere iscritti al sindacato. Come tutte le associazioni, il suo peso nel dialogo con le istituzioni dipende dal numero degli iscritti. Per questo è importante farne parte. Più siamo, più contiamo!
E poi non dimentico il sostegno ai lavoratori precari della cultura durante la pandemia. syndicom si è battuto per farci ottenere l’80% di una media dei guadagni degli ultimi tre anni. Ed è stato importante per sostenere un settore, quello culturale, che crea un indotto economico notevole. Non dimentichiamolo. Ad esempio, in Ticino uno studio del BAK Economics ha infatti affermato che ogni franco investito nella cultura genera 2.58 franchi di valore aggiunto.
Il Premio svizzero di letteratura è un momento molto importante. Ma la cosa che conta davvero è continuare a scrivere e a raccontare storie. Io parlo di persone normali, delle loro fragilità, dei loro travagli. Quando qualcuno legge un mio libro e si riconosce in quelle pagine, allora penso che la letteratura abbia fatto il suo lavoro.
Biografia di Begoña Feijoo Fariña
Begoña Feijoo Fariña (*1977, Vilanova De Arousa, Galizia, Spagna) arriva in Svizzera all’età di dodici anni. Dopo il diploma in biologia, per molti anni si dedica all’entomologia. Nel 2015 abbandona definitivamente la professione di biologa, lascia il Ticino e si stabilisce nella Valposchiavo. Da allora si dedica al teatro e alla scrittura. Vive a Poschiavo (GR). La premiazione avverrà il 15 maggio, durante le Giornate Letterarie di Soletta.
Info sulle sue pubblicazioni: https://begonafeijoofarina.com/