St-Paul Médias: il conflitto si inasprisce

Le proposte presentate dal personale sono state respinte dalla direzione di St-Paul Médias. I primi licenziamenti sono avvenuti il 9 luglio. I dipendenti hanno manifestato la loro rabbia e il loro sconcerto riversandosi per le strade.

Testo: Muriel Raemy

«L’info ne s’écrit pas dans les marges» (significa qualcosa come «l’informazione non si scrive in modo superficiale»). Giovedì 9 luglio, due giornalisti hanno srotolato questo striscione dalle finestre degli uffici de La Liberté, sul boulevard de Pérolles. Riuniti per una nuova protesta, i dipendenti di La Liberté, La Gruyère e La Broye Hebdo hanno espresso la loro rabbia di fronte all’«inflessibilità e alla mancanza di comunicazione» della direzione di St-Paul Médias.

Quest’ultima è «rimasta inamovibile sulle proprie posizioni, senza presentare nuovi argomenti», ha deplorato Julie Rudaz, membro della delegazione e presidente della società delle redazioni. «La direzione si è mostrata del tutto impermeabile a misure alternative ai licenziamenti per raggiungere gli obiettivi finanziari», ha precisato la giornalista, citata in un comunicato. Il giorno precedente, infatti, tutte le trattative si erano interrotte bruscamente: la direzione aveva respinto tutte le controproposte del personale, sancendo il licenziamento di quindici dipendenti.

Licenziati in diretta

«Non so cosa farò. Nella correzione di bozze le prospettive di assunzione sono nulle», afferma un collega. Altre voci si levano per denunciare la freddezza della direzione, la mancanza di empatia nei confronti di colleghi che, in alcuni casi, hanno dato 30 anni della loro vita a queste testate.

Mentre i dipendenti solidali esprimevano il loro sostegno in strada, i primi colleghi venivano infatti convocati dalla direzione per comunicare loro il licenziamento, che porrà fine a questi rapporti di lavoro il 31 dicembre. «La strategia del gruppo ci lascia perplessi. Il profitto richiesto a partire dal 2027 è sproporzionato rispetto al modello d’affari di St-Paul Médias», spiega Angélique Eggenschwiler, giornalista de La Liberté e membro della commissione del personale.

Mantenere la mobilitazione a favore del piano sociale

Delegate e delegati dell’SSP, dell’Unione sindacale friburghese, di Unia e di syndicom hanno espresso la loro solidarietà e il loro sostegno. Stephanie Vonarburg, responsabile del settore Media, ricorda quanto sia cruciale mantenere alto il livello di mobilitazione. «Questo periodo, appena prima delle vacanze, è stato scelto ad arte. I licenziamenti di massa a 20 Minutes, Le Matin o, a suo tempo, all’ATS avevano dimostrato che è possibile ottenere un buon piano sociale. Non lasciatevi scoraggiare e, soprattutto, restate uniti e solidali!»

Tenace, Mathilde Matras, segretaria regionale per i Media, rincara la dose:

Prepariamo il seguito già dalla prossima settimana. Dobbiamo fare tutto il possibile per negoziare un piano sociale dignitoso.

Angélique Eggenschwiler conferma: «La sorte dei nostri colleghi è anche la nostra; ciò che è in gioco è uno smantellamento progressivo della stampa regionale. Resteremo uniti.»

Creare la mobilitazione

Giovedì 9 luglio numerosi dipendenti hanno preso possesso del loro luogo di lavoro. Riuniti al piano sottostante a quello che ospita la redazione de La Liberté, giornalisti e correttori di bozze hanno confezionato titoli di giornale e striscioni ed elaborato una petizione. «Speriamo nel sostegno del pubblico dei lettori, delle cittadine e dei cittadini di tutto il Cantone e della Broye», spiega Angélique Eggenschwiler: l’ufficio di Payerne, nella Broye, copre infatti l’attualità della Broye vodese e friburghese.

Diventa socioScorri in alto