Caso «HOSPITA»: syndicom difende la libertà di informare
syndicom esprime preoccupazione per le querele penali e le azioni civili depositate nei confronti di alcuni giornalisti e di alcune testate giornalistiche nell’ambito del caso Hospita.
La vicenda riguarda temi di indubbio interesse pubblico, di natura giudiziaria, politica e istituzionale. Informare su tali questioni rientra pienamente nel mandato dei media e nel diritto della popolazione a essere informata.
syndicom ricorda che la libertà di stampa e di informazione è un pilastro dello Stato di diritto, che comprende il diritto–dovere dei giornalisti di esercitare un controllo critico sul potere.
L’aumento dei casi di querele nei confronti di attività giornalistiche è un segnale molto preoccupante, poiché rischia di produrre un effetto dissuasivo sul giornalismo investigativo e, di conseguenza, sul dibattito democratico.
Ciò non esime i giornalisti dal rispetto delle regole professionali, anzi: accuratezza, correttezza e distinzione tra fatti e opinioni restano principi fondamentali. Eventuali contestazioni sul lavoro dei media dovrebbero tuttavia essere affrontate attraverso il confronto pubblico, il diritto di replica e gli strumenti deontologici, non prioritariamente nelle aule penali. La Giustizia non dovrebbe, insomma, essere utilizzata per tentare di censurare, ritardare e intimidire il lavoro giornalistico e il giornalismo d’inchiesta (o tentare di indurre i giornalisti e le testate all’autocensura attraverso richieste di risarcimento da migliaia e migliaia di franchi).
syndicom invita pertanto i querelanti nel caso Hospita a voler ritirare le loro denunce e affrontare il dialogo attraverso un approccio responsabile e proporzionato.