Con questa decisione, il Consiglio federale ignora da un lato le aspre critiche espresse durante la procedura di consultazione e dall’altro le raccomandazioni delle commissioni parlamentari competenti. Sta inoltre attivamente minando il dibattito in Parlamento e l’imminente referendum sull’iniziativa per il dimezzamento del canone. Un tale sforzo solitario è tutt’altro che democratico,

afferma Stephanie Vonarburg, responsabile del settore Media e vicepresidentessa del sindacato syndicom. 

La riduzione del canone per le famiglie e le aziende porterà inevitabilmente a una significativa perdita di qualità e renderà impossibile mantenere la diversità nell’informazione nazionale. Ne seguirà anche un’ulteriore massiccia riduzione dei posti di lavoro in tutto il settore dei media. 

I drastici tagli del Consiglio federale al finanziamento del servizio pubblico sono incomprensibili e indeboliscono la piazza mediatica svizzera. Un panorama mediatico diversificato e indipendente è di fondamentale importanza per il buon funzionamento di una democrazia,

completa Vonarburg. 

La consultazione sulla revisione parziale della ORTV si è imbattuta in un ampio rifiuto. Oltre ai Cantoni e ai partiti politici, numerose organizzazioni di interesse dei settori dei media, della cultura, dello sport e dell’istruzione, nonché molti privati, hanno espresso commenti critici. 

syndicom chiede al Consiglio federale di rivedere la sua decisione e di proporre misure per rafforzare il servizio pubblico dei media e quindi la democrazia in Svizzera.  


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