La Posta non ha conteggiato le ore di lavoro del 1° agosto: 960 firme in 48 ore
Benché il 1° agosto sia un giorno festivo, il personale non ha beneficiato di una compensazione in tempo libero a seguito del passaggio alla settimana di 5 giorni. Per quella settimana alcune persone hanno addirittura registrato un saldo orario negativo. Le colleghe e i colleghi si sono ribellati e si sono rivolti direttamente al direttore generale della Posta.
Testo: Muriel Raemy
Secondo i dati della Posta, la settimana di 5 giorni è ormai stata introdotta in circa due terzi dei team di Servizi logistici. Mentre la sua attuazione solleva numerosi problemi e un forte malcontento tra il personale, di recente è stato un altro episodio a far traboccare il vaso. Le ore delle colleghe e dei colleghi che hanno lavorato sabato 1° agosto, infatti, non sono state loro accreditate. «Abbiamo ricevuto centinaia di richieste in merito. Le colleghe e i colleghi sono arrabbiati e si sentono sfruttati», spiega Dominik Dietrich, co-responsabile del settore Logistica.
Allorché syndicom ha sollevato la questione con la Posta, quest’ultima si è dichiarata disposta a discutere del computo dei giorni festivi, ma si è rifiutata di correggere la situazione per il 1° agosto 2026. Per syndicom questa posizione è inaccettabile. syndicom ha quindi indirizzato una lettera aperta al direttore generale Pascal Grieder. In sole 48 ore la lettera è stata firmata da 960 persone: un record e un segnale forte da parte dei dipendenti interessati.
Un errore di calcolo?
Il sistema di registrazione del tempo di lavoro distingue infatti tra il personale con una settimana di cinque giorni e quello con una settimana di sei giorni, e si basa di fatto su una logica «dal lunedì al venerdì». La realtà alla Posta è però ben diversa: migliaia di dipendenti lavorano regolarmente dal lunedì al sabato. Per Dominik Dietrich:
È inaccettabile che un sistema di registrazione del tempo di lavoro non rispecchi correttamente la realtà dell’azienda. Il giorno di festa nazionale non deve dipendere da limiti tecnici del sistema né da definizioni amministrative. Chi lavora il sabato ha diritto al proprio giorno festivo!
syndicom ha chiesto di accreditare retroattivamente il tempo di lavoro del personale interessato – tra le 3000 e le 6000 persone secondo le stime –, di adeguare i processi tecnici e di elaborare con le parti sociali una soluzione equa, trasparente e uniforme a livello nazionale.
I giorni festivi nel CCL
Questo diritto al giorno festivo è sancito dal CCL (cifra 2.16 cpv. 2 del CCL Posta CH). Nella sua lettera syndicom chiede inoltre che le domeniche equiparate ai giorni festivi, elencate nell’allegato 2 del CCL Posta CH, siano conteggiate come tali nel sistema di registrazione del tempo di lavoro per tutto il personale assoggettato al CCL.
«È semplicemente assurdo dover lottare per poter beneficiare della festa nazionale, che è garantita per legge. Sono fiducioso che i conteggi degli orari di lavoro delle colleghe e dei colleghi vengano corretti rapidamente», conclude Dominik Dietrich.