TeleBielingue: Prezioso impegno per un piano sociale

30 giugno 2026: TeleBielingue ha mandato in onda la sua ultima trasmissione. La mobilitazione e le azioni intraprese dal personale di fronte al rifiuto di un piano sociale da parte della direzione hanno dato i loro frutti.

Testo: Muriel Raemy

All’inizio di aprile l’editore biennese Gassmann Media ha annunciato un licenziamento collettivo. 40 dei 55 dipendenti hanno ricevuto una disdetta del rapporto di lavoro per fine luglio. La perdita della concessione e, di conseguenza, della sovvenzione federale annua di 3,7 milioni di franchi segna infatti la fine dell’emittente regionale bilingue TeleBielingue, quantomeno nella sua forma attuale.

Il problema: dopo l’annuncio del licenziamento collettivo, Gassmann Media ha rifiutato di proporre un piano sociale. Senza però fare i conti con la mobilitazione e la solidarietà dei lavoratori.

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«Sapevamo naturalmente che la perdita della concessione avrebbe comportato dei licenziamenti. Un anno fa, tuttavia, la direzione ci aveva indicato che, in caso di licenziamento collettivo, sarebbe stato predisposto un piano sociale. Ci siamo quindi sentiti spiazzati quando, all’inizio di aprile, la direzione dell’azienda ha annunciato che non sussisteva alcun obbligo legale di predisporre un piano sociale. Anche se così fosse stato, ci saremmo aspettati almeno un chiaro segnale di responsabilità nei confronti dei dipendenti», racconta Barbara Roelli, giornalista presso TeleBielingue e membro della commissione del personale. Quest’ultima era nata prima dell’annuncio definitivo della perdita della concessione all’inizio di quest’anno.

Durante il periodo di consultazione obbligatorio, la commissione del personale e il sindacato si sono incontrati a più riprese per raccogliere e proporre misure volte a ridurre il numero di licenziamenti e ad attenuare le conseguenze di quelli inevitabili. La direzione, che prevedeva di lanciare una nuova versione ridotta di TeleBielingue, ha rifiutato di sbloccare fondi per un piano sociale. Sul piano finanziario, intende concentrarsi su «TeleBielingue 2.0».

Il 6 maggio scorso le colleghe e i colleghi hanno quindi organizzato un’azione di protesta davanti alla sede della televisione.

L’obiettivo era consegnare alla direzione una petizione firmata da 45 dei 55 dipendenti. Ma la direzione ha accettato di prenderla in consegna solo a condizione di escludere i media presenti. «In questa petizione abbiamo espresso i nostri timori esistenziali e la nostra incomprensione di fronte alla situazione. In collaborazione con syndicom, abbiamo formulato le nostre rivendicazioni: un piano sociale, misure di accompagnamento a livello finanziario, nonché tempo e sostegno per il nostro riorientamento professionale. L’obiettivo di questa petizione era sederci al tavolo delle trattative con la direzione e negoziare alla pari», prosegue Barbara Roelli.

La mediazione produce effetti

«La direzione ha infine proposto una mediazione, segno che ha capito che il suo atteggiamento faceva arrabbiare tutti», osserva Thomas Loosli, giornalista attivo da 22 anni a TeleBielingue e membro della delegazione negoziale costituitasi poco dopo la protesta. La mediazione tra la direzione e la commissione del personale si è svolta con la partecipazione attiva di syndicom. Erich Fehr, ex sindaco di Bienne, ha ascoltato le lamentele di ciascuna parte prima di riunirle. Thomas Loosli: «Sappiamo bene che Gassmann Media non è né Tamedia né Ringier. I bilanci contabili hanno dimostrato che l’azienda non disponeva di grandi mezzi da destinare a un piano sociale. Naturalmente avremmo voluto ottenere di più, ma alla fine il risultato delle trattative è stato accettato dall’insieme del personale, soddisfatto di ricevere comunque un indennizzo».

La delegazione ha infine ottenuto un budget di 75.000 franchi, che servirà a compensare le perdite rispetto al salario precedente per le persone che percepiscono l’indennità di disoccupazione a partire dal mese di agosto o per quelle che hanno trovato un nuovo impiego con un salario inferiore.

Stephanie Vonarburg, vicepresidente di syndicom, vede con favore la coraggiosa mobilitazione del personale e l’atteggiamento risoluto della delegazione:

Solo grazie all’intensa collaborazione e alla solidarietà delle colleghe e dei colleghi la direzione dell’azienda ha iniziato a rivedere la propria posizione. Ha preso coscienza del fatto che il conflitto collettivo rischiava di aggravarsi se avesse continuato a rifiutare qualsiasi misura di accompagnamento. Nel progetto di rilancio è stato inoltre possibile preservare un maggior numero di posti di lavoro. Ciò dimostra che l’impegno sindacale dà i suoi frutti.

UFCOM: Albert Rösti prende le decisioni sbagliate 

L’esempio di TeleBielingue mostra quanto sia fragile il modello di finanziamento dei media locali. La crisi di TeleBielingue trae origine dalla decisione definitiva emessa a fine marzo dal Tribunale amministrativo federale, che conferma la perdita della concessione a partire dall’estate 2026. Questa decisione priva l’emittente della sua principale fonte di finanziamento, stimata in circa 3,7 milioni di franchi all’anno.

La televisione regionale bilingue proseguirà in un’altra forma già da questo autunno. Per il gruppo si tratta di preservare un marchio regionale forte, costruito da oltre venticinque anni nello spazio bilingue biennese, adattando nel contempo il proprio budget alla scomparsa degli introiti legati alla concessione. Questo risultato è stato ottenuto dal personale durante la procedura di consultazione, dimostrando che con soli 6,5 posti a tempo pieno era semplicemente impossibile portare a termine un programma, per quanto ridotto. Alla fine l’azienda ha fissato a 16 persone l’organico necessario per TeleBielingue 2.0.

Il 26 giugno, sulla Piazza federale, i dipendenti hanno consegnato ad Albert Rösti una bara con i colori di TeleBielingue. «Vogliamo ringraziare il nostro ministro per la sua decisione arbitraria e assurda. Smantellare un’emittente ben radicata a vantaggio di un’altra che deve costruire tutto nella regione va a scapito dei contribuenti». Per Thomas Loosli, anche se per TeleBielingue c’è ancora un futuro, il tutto è uno spreco.

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