Estati a 50 gradi? No grazie!
Lanciato all’inizio di luglio dai partiti «solidaritésS Genève» e «Ensemble à gauche Vaud», l’appello «Estati a 50 gradi? No grazie!» ha dato rapidamente vita a una coalizione di oltre 100 associazioni, sindacati e organizzazioni. syndicom Svizzera romanda vi ha aderito subito. L’iniziativa è stata ripresa in altri Cantoni e in settimana si terranno manifestazioni in quasi tutta la Svizzera.
Testo: Muriel Raemy
Un’urgenza sindacale
Il riscaldamento climatico è una questione sindacale fondamentale. Promuovere posti di lavoro sostenibili e rispettosi della salute per affrontare una crisi al tempo stesso climatica, economica, sociale e ambientale è coerente con la nostra missione di difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche se questo tema dovrebbe figurare da decenni tra le priorità dell’agenda politica, siamo felici delle dimensioni che sta assumendo il movimento.
L’estate che sta per concludersi è stata un susseguirsi di ondate di canicola. Il 26 agosto MeteoSvizzera scriveva sul suo blog: «La temperatura media nazionale dell’estate 2026 supera attualmente di 3,4 °C quella del periodo di riferimento 1991–2020». Gli incendi boschivi, la siccità o, al contrario, le inondazioni si sono moltiplicati sia in Europa che nel mondo.
Il risultato: le nostre infrastrutture, le nostre città, le nostre abitazioni, i nostri luoghi di lavoro e i nostri servizi pubblici sono del tutto inadeguati ad affrontare il cambiamento climatico.

Adattamento e protezione
L’alleanza «Estati a 50 gradi? No grazie!» ha formulato 38 misure di adattamento e protezione. Per i sindacati si tratta di integrare le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori nella mobilitazione, con una prospettiva a lungo termine nonostante l’urgenza della situazione.
La lotta contro le politiche di austerità è fondamentale. I fondi destinati ai servizi pubblici subiscono continui tagli. I programmi di risparmio mostrano chiaramente quanto le priorità delle autorità siano opposte alle nostre. Il nostro ministro responsabile del servizio pubblico ha appena fatto un timido passo indietro sui sussidi forestali, mentre la Confederazione vuole destinare oltre un miliardo all’aumento del budget dell’esercito, mantenendo al contempo i programmi di risparmio nel trasporto pubblico regionale, per citare solo questo esempio.
Dal canto suo, il padronato continua ad attaccare le condizioni di vita e di lavoro della maggioranza della popolazione, vietando il salario minimo e volendo aumentare la durata del lavoro e l’età di pensionamento. È proprio questa maggioranza a essere maggiormente esposta agli effetti della canicola.
La posta in gioco è vitale e le forze sociali devono difendere con determinazione i servizi pubblici dagli attacchi e costruire una risposta che dovrà rafforzarsi con le mobilitazioni che iniziano già questo autunno e che proseguiranno con lo sciopero femminista del lavoro di cura il prossimo giugno.
In piazza con syndicom: Estati a 50 gradi? No!
Le estati sono sempre più calde e le giornate di canicola aumentano. Molte colleghe e molti colleghi ne risentono direttamente sul lavoro. A essere particolarmente colpite sono le persone che lavorano all’aperto, come ad esempio il personale addetto al recapito o alle infrastrutture di rete. Le temperature elevate possono rendere il lavoro quotidiano molto faticoso e costituire un rischio per la salute.
Per questo la protezione dal caldo non è soltanto una questione climatica, ma anche una questione sindacale. La protezione della salute e la sicurezza sul lavoro devono essere garantite anche quando le temperature aumentano.
Con lo slogan «Estati a 50 gradi? No grazie!» ci impegniamo insieme per un’efficace protezione dal cambiamento climatico e dal caldo e per tutelare le persone particolarmente colpite dalle conseguenze delle temperature in aumento.
syndicom partecipa a numerose manifestazioni in tutta la Svizzera: Partecipa anche tu e invita i tuoi colleghi a unirsi a noi!
Data: Venerdì 25 settembre 2026
Ora: 17.30
Luogo: Piazza del sole, Bellinzona
Altri appuntamenti:
- Il 25 settembre a Berna, Zugo, Coira, Thun, Basilea e Lucerna, Bienne e Baden
- Il 2 ottobre a Neuchâtel