Ritratto di Lukas Kaufmann

Testo: Giovanni Valerio
Foto: Sandro Mahler

Ho scoperto la bicicletta durante un viaggio in Ungheria, quando avevo vent’anni. Ho affittato una bici e ho subito apprezzato la facilità negli spostamenti, la libertà che ti dà, la possibilità di visitare luoghi discosti rispetto ai mezzi pubblici, che ti portano invece nelle città. Da lì non mi sono più fermato, tanto da farla diventare la mia professione. Nel 1998 ho fondato Saetta Verde come ditta individuale, per proporre il servizio di corriere in bici a Lugano. Ero stato a Zurigo, dove un servizio di questo tipo era già sviluppato, per scoprire i segreti del mestiere. E mi ci sono buttato, con passione. All’inizio non è stato facile. Per vivere ho dovuto affiancare altri lavori, come quello di agente Securitas.

Il nostro è un mercato di nicchia, limitato allo zaino da 10 chili e all’ultimo miglio, quindi per consegne urgenti. Come materiale medico o documenti ufficiali. In questi quasi 30 anni, l’attività è cambiata parecchio. Ad esempio, all’inizio portavamo i biglietti aerei (all’epoca, cartacei) dalle agenzie di viaggio agli uffici. Poi, con l’arrivo di internet, questo servizio è scomparso. Perciò l’anno scorso abbiamo allargato la nostra attività al noleggio e alla riparazione delle bici. Con noi in negozio ci sono ora due ex campioni di ciclismo come Antonio Santaromita e Rubens Bertogliati (2 volte campione svizzero di corsa a cronometro).

Fin dall’inizio, a Saetta Verde l’aspetto sociale è sempre stato importante. Venivo infatti da un’esperienza di servizio civile in una fattoria del canton San Gallo dove lavoravano anche persone disabili. Uno degli obiettivi dell’associazione è di favorire il reinserimento professionale di persone richiedenti asilo. Anche la loro provenienza è cambiata nel corso del tempo: prima dall’Eritrea, dall’Afghanistan, poi Siria e ora Ucraina. Ora seguiamo una ventina di persone in questo percorso, con il sostegno del Cantone.

Nel 2012 è entrata in vigore la legge PostCom, che impose un contratto di lavoro collettivo per le ditte del settore con mezzo milione di fatturato. Per questo le imprese di corriere in bici svizzere hanno creato l’associazione di categoria Swiss Messenger Logistics e hanno avviato una trattativa con syndicom. Dopo 5 anni di contrattazione si è arrivati a un accordo. Non è stato facile! Si è costruito tutto da zero, in un settore in cui i lavoratori stessi erano poco consapevoli dei loro diritti, tanto che alcuni avrebbero anche continuato come prima, pagati a cottimo. syndicom è stato fondamentale: ci ha appoggiato nelle questioni tecniche e giuridiche. Grazie al Contratto collettivo di lavoro, i corrieri in bici delle 17 imprese affiliate a Swiss Messenger Logistics (tra cui, swissconnect, Chaskis e veloblitz) sono pagati a ora e non più a cottimo. Il CCL prevede anche indennità per il lavoro domenicale e rimborsi per le spese (ad esempio, per l’uso della propria bici o del cellulare). Queste indennità erano già sempre state versate, fin dagli anni ’90, perché praticamente tutti i responsabili delle aziende erano anche corrieri e avevano già una visione sociale.

L’obiettivo è ora di far dichiarare il CCL di obbligatorietà generale, in tutta la Svizzera e per tutti i corrieri in bici, anche quelli che portano cibo (i cosiddetti «food rider»). Le imprese che avevano un contratto collettivo in questo settore, come Smood o FWG, sono state costrette a chiudere per via della concorrenza delle piattaforme. Questa è concorrenza sleale! Se anche le piattaforme fossero soggette alle condizioni di un CCL, questo ridurrebbe un po’ la concorrenza: ed è anche l’obiettivo di Swiss Messenger Logistics. Se le piattaforme non hanno abbastanza margini di guadagno, finiranno con l’andarsene dal nostro paese. Ma non è giusto che siano i lavoratori e le imprese che pagano il giusto (attraverso il CCL) a farne le spese!

Biografia di Lukas Kaufmann

Lukas Kaufmann è il fondatore e il direttore operativo di Saetta Verde, uno dei primi servizi di corriere in bicicletta in Ticino. Dal 2013 Saetta Verde è un’associazione senza scopo di lucro, con oltre 40 dipendenti, tra cui persone in difficoltà, come i beneficiari di piani occupazionali. Figlio di un docente zurighese trasferitosi in Ticino per coltivare la vite, Lukas Kaufmann è cresciuto in Malcantone. Sposato, 4 figlie (dai 10 ai 23 anni), vive a Pregassona.

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