Il 7 ottobre un’ampia alleanza di sindacati e partiti ha depositato oltre 100 000 firme contro la modifica della legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro, approvata dal Parlamento. Il referendum è quindi riuscito e il popolo sarà chiamato a pronunciarsi sulla modifica.

La modifica legislativa approvata dal Parlamento prevede che in futuro i salari minimi cantonali e comunali non si applichino più al personale dei settori coperti da contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale. Per i sindacati si tratta di un chiaro attacco alla tutela contro i salari da miseria. La modifica colpirebbe infatti soprattutto le lavoratrici e i lavoratori dei settori a bassi salari, come le pulizie, il settore alberghiero e della ristorazione, il prestito di personale e il settore dei parrucchieri.

Un altro aspetto particolarmente problematico è che la modifica legislativa rimetterebbe in discussione le decisioni democratiche prese nei Cantoni e nei Comuni. Diversi cantoni e città hanno introdotto salari minimi tramite votazioni popolari. Con la riuscita del referendum, l’elettorato avrà ora l’ultima parola sul futuro dei salari minimi legali.

Maggiori informazioni nell’articolo Salario minimo in pericolo.

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