Impatto dell’intelligenza artificiale nei settori TIC

L’intelligenza artificiale, in breve IA, sta trasformando sempre più anche attività che finora erano considerate difficilmente automatizzabili. Per i settori TIC (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) questo sviluppo è particolarmente rilevante: le aziende operanti nelle telecomunicazioni, nell’IT (comprese le Big Tech), nei call e contact center e nell’infrastruttura di rete sviluppano, integrano o gestiscono tecnologie digitali e applicazioni di IA. Allo stesso tempo, utilizzano l’IA nei propri processi lavorativi. Contribuiscono così a plasmare il cambiamento e sono esse stesse interessate da attività, procedure e requisiti mutati.

In questo contesto, syndicom ha incaricato Ecoplan di condurre uno studio empirico sugli effetti dell’IA nei settori TIC dal punto di vista delle collaboratrici e dei collaboratori. L’attenzione si concentra su quattro aree tematiche:

  • la diffusione e l’utilizzo concreto dell’IA nella quotidianità lavorativa;
  • i cambiamenti percepiti nelle mansioni, nell’impiego di tempo, nei requisiti e nelle condizioni di lavoro;
  • l’importanza delle conoscenze specialistiche, delle competenze, dell’apprendimento e dello sviluppo professionale;
  • le condizioni quadro aziendali, il sostegno da parte delle imprese e il ruolo della leadership e della pianificazione strategica.

Il fulcro empirico è costituito da un sondaggio online anonimo e incentrato sulle attività, condotto in diverse aziende del settore TIC. Il sondaggio è stato realizzato nella primavera del 2026 in lingua tedesca, francese, italiana e inglese. Il questionario si è basato su pubblicazioni scientifiche e orientate alla pratica aggiornate a luglio 2026 e su sette colloqui esplorativi con esperti provenienti dal mondo della ricerca, della formazione continua, della ricerca sul mercato del lavoro e della pratica aziendale.


  1. L’IA è ormai ampiamente integrata nella quotidianità lavorativa del gruppo oggetto di studio.

  1. I cambiamenti indotti dall’IA si manifestano soprattutto a livello delle singole attività e non a livello delle professioni nel loro complesso. Oltre alla nota riduzione del tempo impiegato, si percepiscono più spesso requisiti più elevati piuttosto che inferiori. L’IA comporta lo svolgimento di più compiti in parallelo, una maggiore intensità lavorativa e incertezza riguardo alla correttezza dei risultati generati. È inoltre particolarmente diffusa la riflessione più frequente sul proprio futuro professionale.

  1. Le conoscenze specialistiche, la capacità di giudizio e la capacità di apprendimento rimangono fondamentali per interpretare i risultati, individuare errori e rischi e integrare l’IA in modo sensato nei contesti professionali e aziendali. Sono importanti la protezione dei dati e un utilizzo sicuro dell’IA, ad esempio la valutazione di quali dati possano essere inseriti nei sistemi di IA, nonché la formulazione chiara dei compiti e una comprensione di base del funzionamento dell’IA. Altrettanto importanti sono la gestione dei dati e la loro qualità, nonché la verifica e l’interpretazione tecnica dei risultati.

  1. Oggi lo sviluppo delle competenze avviene soprattutto nella quotidianità lavorativa. Per apprendere l’uso dell’IA, sono richiesti workshop e corsi orientati alla pratica, tempo per lo studio autonomo e la sperimentazione di strumenti di IA durante l’orario di lavoro, nonché compiti concreti in cui sia possibile testare nella pratica nuovi modi di lavorare. Ancora maggiore è l’interesse per una preparazione mirata a ruoli professionali nuovi o modificati in relazione all’IA.

  1. Sebbene in molti contesti siano già disponibili regole e strumenti, le intervistate e gli intervistati lamentano comunque la mancanza di informazioni trasparenti su opportunità e rischi, di linee guida giuridiche ed etiche, nonché di risorse temporali e finanziarie per la formazione continua e l’apprendimento. Oltre al supporto concreto sul posto di lavoro e all’accesso a strumenti adeguati, viene citata anche la disponibilità di referenti.

  1. Anche le opportunità di partecipazione sono considerate importanti da molte intervistate e intervistati, sia attraverso il coinvolgimento delle parti sociali (syndicom) sia tramite sessioni di feedback con le collaboratrici e i collaboratori.

  1. Le strategie generali relative all’IA sono più visibili rispetto ai progetti concreti volti all’adeguamento dei processi lavorativi e allo sviluppo delle competenze necessarie; ciò si può dedurre dalle dichiarazioni delle e degli 87 dirigenti intervistate/i. Molte/i delle/dei dirigenti intervistate/i non sanno se esista una pianificazione delle competenze e dei profili o una gestione trasparente dei cambiamenti delle strutture e dei processi lavorativi. Tra le sfide più importanti, le/i dirigenti intervistate/i citano la protezione dei dati e la conformità normativa, la tutela delle informazioni riservate, la sensibilizzazione dei collaboratori e la garanzia della qualità.

  1. Lo studio non consente di prevedere quanti posti di lavoro saranno creati o eliminati dall’IA. L’indagine mostra soprattutto che le attività, i requisiti, i percorsi formativi e i profili professionali stanno cambiando. Merita particolare attenzione l’ingresso nel mondo del lavoro, poiché l’IA può supportare o assumere proprio quei compiti in cui le collaboratrici e i collaboratori più giovani o meno esperte/i hanno finora maturato la loro esperienza pratica. Allo stesso tempo, la domanda di specialiste/i TIC rimane complessivamente elevata. È quindi determinante non solo il numero di posti di lavoro, ma anche quali competenze, esperienze e opportunità di ingresso saranno richieste in futuro.

Lo studio evidenzia che, dal punto di vista del personale, i processi lavorativi stanno cambiando e le esigenze aumentano continuamente. I compiti diventano sempre più complessi e impegnativi. La metà delle intervistate e degli intervistati percepisce la crescente pressione in termini di prestazioni e adattamento come un peso. Ciò che per le aziende dovrebbe rappresentare un aumento della produttività, spesso porta le lavoratrici e i lavoratori a provare insicurezza, stress e, non da ultimo, preoccupazione per il proprio posto di lavoro.

Per questo motivo, syndicom chiede che l’impiego dell’IA sia gestito in modo socialmente sostenibile e che gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori siano al centro dell’attenzione.


Partecipazione

Devono essere introdotti o ampliati forti diritti di partecipazione per il personale, le rappresentanze del personale e i sindacati nell’ambito dell’introduzione e dell’applicazione di nuove tecnologie e sistemi di IA.

Tutela dei posti di lavoro e condizioni di lavoro eque
La crescente intensificazione del lavoro dovuta alla digitalizzazione e all’IA richiede misure di alleggerimento, come la riduzione dell’orario di lavoro. Per la perdita di posti di lavoro derivante dall’impiego dell’IA, occorre prevedere misure anche nei piani sociali.

Impiego dell’IA nel rispetto della protezione dei dati
Il crescente utilizzo dei dati personali delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso l’IA richiede disposizioni chiare e mirate in materia di protezione dei dati nei contratti collettivi di lavoro e nei regolamenti aziendali.

In particolare, devono essere definiti i diritti delle e dei dipendenti e gli obblighi delle aziende in questo ambito.

Regolamentazione della responsabilità per gli errori dell’IA
La responsabilità per gli errori dell’IA non deve essere scaricata unilateralmente sui lavoratori. La responsabilità personale può essere invocata solo se i lavoratori hanno avuto tempo sufficiente, le informazioni necessarie e la possibilità concreta di verificare i risultati dell’IA. Chiediamo che nei contratti collettivi di lavoro e nei regolamenti aziendali siano inserite disposizioni chiare e mirate in materia di responsabilità per gli errori dell’IA.

Formazione e formazione continua
È indispensabile garantire il diritto alla formazione e alla formazione continua del personale, in particolare anche per le studentesse e gli studenti, le apprendiste e gli apprendisti che sono all’inizio della loro carriera. A tal fine occorre assicurare un orario di lavoro adeguato e il necessario finanziamento. Inoltre, i datori di lavoro hanno l’obbligo di promuovere la formazione a livello secondario e terziario. Solo così si potranno creare i presupposti per coprire il proprio fabbisogno di personale qualificato.

Condivisione dei guadagni di produttività
Chiediamo una distribuzione equa dei guadagni di produttività derivanti dalla digitalizzazione e dall’applicazione dell’IA. I vantaggi in termini di efficienza devono andare a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori.


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