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Al di là della conciliazione tra famiglia e lavoro

Chiunque consideri prioritaria la parità tra i sessi, come l’Unione sindacale svizzera (USS), deve impegnarsi concretamente affinché sia possibile conciliare famiglia e lavoro. Il nuovo articolo costituzionale va proprio in questa direzione, per questo occorre sostenerlo con un chiaro e netto sì.

Il nuovo articolo costituzionale 115, farà entrare nella costituzione il principio della conciliazione tra famiglia e professione. Esso prevede che in futuro Confederazione e Cantoni debbano fare di tutto per proporre "un’offerta appropriata di strutture diurne extra familiari e parascolastiche". E se i loro sforzi, come quelli di terzi, si dimostreranno insufficienti, la Confederazione fisserà "i principi applicabili alla promozione di misure che consentano di conciliare la vita privata e l’esercizio di un’attività lucrativa o una formazione". L’orientamento dato a questo articolo costituzionale è buono. Infatti attualmente in Svizzera mancano migliaia di asili nido che si basino su un progetto pedagogico e in grado di offrire condizioni di lavoro di qualità. Mancano anche migliaia di mense o spazi di ristoro per il pranzo (come i progetti table de midi in uso a Friborgo e Bienne). Così molti genitori – che nei fatti sono soprattutto donne – devono ridurre la loro attività professionale perché mancano le possibilità di presa a carico extra familiare dei loro figli e/o delle loro figlie. E ci sono sempre persone – e qui ancora, soprattutto donne – che devono rinunciare per la stessa ragione a una carriera professionale. La commissione femminile dell’USS critica duramente queste dannose lacune che perdurano tranquillamente da anni.

Detto in altri termini, la Svizzera manca davvero di strutture che sono necessarie come il pane per conciliare famiglia e professione. L’articolo costituzionale su cui cittadine e cittadini dovranno esprimersi, incoraggerà i cantoni finora passivi, a muoversi. Ecco perché rappresenta un passo concreto nella direzione di una vera parità tra donne e uomini.

Potremmo pensare che una maggiore conciliazione tra famiglia e professione e una migliore integrazione delle donne nel mercato del lavoro siano a priori rivendicazioni legittime e consensuali all’interno del mondo politico svizzero. Invece no! Ancora una volta l’UDC si smarca con una campagna greve stigmatizzando questo articolo costituzionale. Il quale, secondo l’UDC, che ha riempito le case svizzere con un giornaletto propagandistico stucchevole, favorirebbe un allevamento di bambini di proprietà dello Stato. Avete capito bene, "allevamento". Termine che la commissione nazionale delle donne dell’USS ha scelto consapevolmente, poiché l’UDC presenta nella sua propaganda questi "bambini degli asili nido" tutti uguali, come cloni, o ancora facendo capo a bambini che piangono dietro alle sbarre di una prigione.

Le donne devono tornare ai loro fornelli, questo il messaggio di questo partito. Ma le donne ai fornelli non torneranno. La migliore risposta a queste bugie e a questo comportamento ostile nei confronti delle donne è dire sì all’articolo sulla famiglia.

Gruppo donne Uss Ticino e Moesano

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