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Media e giornalismo: nella Svizzera italiana la pluralità d´informazione diminuisce ancora

Siamo stufi di andare ai funerali!

Settimana scorsa, in collaborazione con l'Università della Svizzera Italiana, Syndicom ha organizzato una serata pubblica ("Media e giornalismo: quo vadis?") nel corso della quale, oltre a presentare il recente studio sull'evoluzione del panorama mediatico nella Svizzera italiana, si è cercato di riflettere, assieme ai principali editori ticinesi, sulle sfide che attendono le testate giornalistiche della nostra regione. Lo scenario scaturito è assai poco rassicurante: se da una parte lo studio certifica che i media locali riescono ancora a stare a galla, mantenendo generalmente una buona qualità, dall'altra parte si interroga legittimamente per quanto tempo ancora ci riusciranno senza che, appunto, venga intaccata la qualità dell'offerta. O semplicemente scompaiano.

Nel corso della serata gli editori hanno timidamente confermato le difficoltà del momento ed espresso qualche perplessità dinnanzi all'immobilismo del dibattito e dell'azione politica, mentre le sigle sindacali e associative hanno ribadito la necessità di fare fronte comune in questo difficile momento, fronte che non può non passare anche attraverso la concessione di condizioni di lavoro-quadro eque ed uguali per tutti, ossia la concessione di un Contratto Collettivo di Lavoro (CCL).

Grazie anche a questo pernicioso e letale tergiversare, sia da parte della politica che da parte degli editori, un altro media locale, il portale online GAS Social ha appena annunciato che chiuderà i battenti a fine anno: l'ennesima diminuzione della pluralità dell'informazione nella nostra regione, l'ennesima scomparsa che contribuisce all'indebolimento della nostra democrazia.

Syndicom esprime solidarietà ai colleghi toccati dalla chiusura, ringrazia comunque GAS Social per essere stato in questi 9 anni di esistenza una delle voci più interessanti e innovative tra i media ticinesi, e ribadisce con forza la necessità di un intervento pubblico in soccorso ai media locali, in modo da porre fine all'emorragia che da anni sta colpendo le testate del nostro Cantone: siamo stufi di andare ai funerali!

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