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Non ci lasceremo di certo intimorire!

Viscom, che ha formalmente dato la disdetta del Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) dell’industria grafica per la fine del corrente anno, parte all’attacco con la richiesta del prolungamento dell’orario di lavoro a 44 ore settimanali, e l’introduzione delle 42 ore quale orario normale di lavoro. Il taglio dei supplementi per il lavoro notturno nella stampa dei giornali e con salari minimi solo per il personale qualificato. Naturalmente Viscom non dimentica di rivendicare anche la pace assoluta del lavoro.

Abbiamo letto, nella precedente edizione del nostro giornale, della disdetta del CCL per l’industria grafica decisa dai delegati di Viscom lo scorso 23 aprile e pervenutaci ufficialmente 5 giorni dopo. Ne prendiamo atto. Prima dell’inizio della loro assemblea, syndicom e Syna hanno distribuito un volantino con il quale si chiedeva di negoziare eventuali cambiamenti ma senza bisogno di dare, appunto, la disdetta. La proposta non è stata raccolta come d’altro canto si poteva immaginare da parte di un’associazione padronale, unica in Svizzera, che non rispetta nemmeno quanto scritto da lei stessa. Ci riferiamo allo stop imposto al processo per il decreto d’obbligatorietà generale. L’applicazione del decreto di obbligatorietà, ricordiamo, è ciò che i sindacati hanno ottenuto in cambio delle 42 ore e del taglio dei supplementi per il lavoro notturno per le tipografie commerciali. Gridare allo scandalo in questo momento non serve a nulla, si tratta adesso di ribadire la nostra più ferma determinazione nel voler lottare per il nostro obiettivo e la nostra principale rivendicazione; nessun peggioramento dell’attuale CCL, decreto d’obbligatorietà generale adesso e introduzione di un modello di pensionamento anticipato.

La Cina in Svizzera?

42 ore settimanali quale orario normale di lavoro con possibilità di andare a 44 per la stampa commerciale e dei giornali. Salari minimi solo per il personale qualificato. Riduzione dei supplementi per il lavoro notturno, così come già avvenuto presso la stampa commerciale, anche nella stampa dei giornali. Nessun supplemento per le ore straordinarie, maggiore flessibilità per quel che riguarda l’annualizzazione del tempo di lavoro e la pace assoluta del lavoro. Viscom avanza queste richieste in quanto vuole ridurre quelli che chiama “gli alti costi del lavoro se confrontati con quelli internazionali”. Ecco quindi che l’industria grafica, che combatte per impedire che si vada a stampare in Cina è pronta ad importare le condizioni di lavoro cinesi in Svizzera.

Complimenti!

La pace assoluta del lavoro

Viscom vuole la pace assoluta del lavoro perché garantisce stabilità ai posti di lavoro. Noi pensiamo che la stabilità dei posti di lavoro la si possa garantire prima di tutto con una relazione di partenariato sociale seria e credibile. Per giungere poi ad una concorrenza leale, è indispensabile introdurre il decreto d’obbligatorietà generale del CCL abbandonando perciò l’inaccettabile, ottusa, continua guerra dei prezzi che le tipografie stesse portano avanti da anni. Introducendo un concetto di formazione continua serio e duraturo e mettendo in atto un modello di pensionamento anticipato che possa, fra l’altro, offrire opportunità di lavoro anche ai giovani. Fatto tutto questo, la pace del lavoro viene da sé.

Lottare o subire: Si deve scegliere

Lo diciamo forte e chiaro; syndicom non intende andare al tavolo delle trattative assumendo un atteggiamento da vittima designata. Come più volte detto, le lavoratrici e i lavoratori non sono responsabili della difficile situazione nel nostro settore. E già in occasione dell’ultimo rinnovo hanno compiuto un passo non indifferente nei confronti di Viscom con le 42 ore e il taglio ai supplementi per il lavoro notturno. Ora, nella scelta fra lottare o subire (ancora) non abbiamo dubbi: lotteremo e con convinzione porteremo avanti le nostre rivendicazioni. L’appello finale è scontato ma assolutamente necessario. Unitevi a noi – chi non è ancora iscritto, aderisca a syndicom –. Appoggiate la delegazione alle trattative e il comitato nazionale di divisione. Rafforzate il contatto con i segretariati regionali e mobilitatevi sui posti di lavoro. Lottare e non subire!

* Angelo Zanetti è segretario centrale per l’industria grafica e imballaggio

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