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Ora è definitivo: la Legge sulle poste va modificata

Dopo il Consiglio nazionale ora anche il Consiglio degli Stati ha definitivamente deliberato che la Legge sulle poste va rivista. La mozione è nata dall‘insoddisfazione riguardo allo smantellamento degli uffici postali. Dopo che entrambe le camere si sono espresse contro le posizioni di Posta e Consiglio federale ora ci vuole un‘urgente battuta di arresto. Le chiusure vanno finalmente fermate.

Segnale ultrachiaro

Dopo che la Posta ha annunciato, oltre un anno fa, lo smantellamento totale degli uffici postali, dall’inizio del 2017 incontra grandi resistenze nell’attuazione del suo piano. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) ha lanciato per prima una mozione con la quale chiedeva una revisione dei criteri di raggiungibilità per le prestazioni della Posta e il traffico dei pagamenti. Né la Posta né il Consiglio federale hanno ritenuto opportuno attendere il dibattito sull‘argomento e hanno proseguito i loro piani. 10 mesi dopo l‘inoltro delle mozione, ora anche il Consiglio degli Stati ha approvato a stragrande maggioranza la mozione della CTT-N. Il Consiglio nazionale ha accolto l‘intervento con 172:13 voti a favore e il Consiglio agli Stati in data odierna con 35:5 voti favorevoli. Il Parlamento non poteva esprimere in maniera più chiara la sua insoddisfazione riguardo alla strategia della Posta e del Consiglio federale.

Il successo della campagna di syndicom

Dopo che syndicom ha informato la popolazione e il mondo politico sulle dimensioni di questo smantellamento, con una mappa degli uffici postali a rischio e una grossa campagna, le cose hanno cominciato a muoversi. In decine di comuni sono state raccolte oltre 100´000 firme con delle petizioni, e innumerevoli interventi e iniziative cantonali sono stati indirizzati al Parlamento. 

«Ora sta al Consiglio federale e alla Posta prendere finalmente sul serio le esigenze della popolazione, dell‘economia e della politica. Lo smantellamento va fermato almeno finché non sarà stata effettuata la revisione della Legge sulle poste. Serve finalmente una strategia su come sviluppare la rete», commenta Roland Lamprecht di syndicom.

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