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Si muove il Gran Consiglio ticinese

Il Consiglio di Stato ticinese ha inviato alla Posta la propria presa di posizione dettagliata sulla strategia di sviluppo della rete postale in Ticino, come concordato durante la riunione del 7 dicembre 2016.

Il Consiglio di Stato rinnova la sua preoccupazione per quanto riguarda la prospettata chiusura di numerosi uffici postali in Ticino (32 su un totale di 113, con l’analisi di ulteriori 46 nel corso dei prossimi 3 anni). Questo sviluppo della rete tocca, in particolare, le regioni periferiche e indebolisce il concetto di servizio universale che La Posta deve garantire in tutte le regioni del Paese in virtù del suo mandato pubblico.

Pur comprendendo le nuove sfide dell’azienda, dettate dalle evoluzioni tecnologiche e dalle mutate abitudini dell’utenza, il Governo auspica che le scelte strategiche della Posta si rivelino equilibrate, prudenti e soprattutto indipendenti da una logica puramente contabile. La rete postale dovrà, infatti, continuare a garantire un’accessibilità e un servizio consoni a tutte le regioni (urbane e periferiche) e a tutte le categorie di utenza (grandi e piccoli clienti), preservando l’occupazione e le migliori condizioni di lavoro.

Nella presa di posizione del 2 febbraio scorso, i vertici della Posta sono invitati a rispettare gli impegni presi, tenendo in particolare considerazione criteri ed esigenze regionali che vanno oltre il rispetto delle prescrizioni legali minime. In tal senso, il Consiglio di Stato ha colto l’occasione per chiedere di valutare dei criteri minimi aggiuntivi riguardanti la copertura degli uffici postali nelle regioni più periferiche. Inoltre, è stato posto l’accento sull’importanza di garantire adeguati orari di apertura degli uffici postali.

Il Governo cantonale ha richiesto, inoltre, d’indicare concretamente le soluzioni che saranno intraprese a tutela dell’occupazione. Il Consiglio di Stato si attende che le procedure di chiusura degli uffici postali contestate dai Comuni siano congelate, ribadendo la propria disponibilità a un dialogo accresciuto.

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