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Tamedia deve rinunciare ai suoi piani di austerità

Il 22 agosto, syndicom ha preso atto degli ottimi risultati del primo semestre del gruppo Tamedia, utili netti pari a 54,7 milioni di franchi. Con dei margini del 14% e del 17,5%, le attività di Print si confermano particolarmente positive. Tamedia deve quindi smetterla con le misure di risparmio per 34 milioni di franchi, in particolare lasciare cadere tutte quelle che si tradurranno in licenziamenti.

I risultati del primo semestre 2013 che Tamedia ha annunciato lo scorso 22 agosto sono ottimi. Se il risultato netto è in calo di circa il 20%, questo è «dovuto agli effetti straordinari dell’esercizio precedente» afferma Tamedia. Tutti gli altri dati sono anch’essi più che positivi. Le cifre d’affari sono in crescita del 6% grazie alle acquisizioni nel settore digitale e il risultato d’esercizio prima degli interessi, delle imposte e degli ammortamenti (Ebitda) che ci informa sulla vera salute finanziaria del gruppo cresce del 10,3% arrivando a 96,7 milioni. La redditività del gruppo (margine Ebitda) passa così dal 17,3% al 18%!

syndicom reagisce alla presentazione negativa delle attività Print fatta da Tamedia nel comunicato stampa che porta il titolo “Le entrate delle attività digitali compensano la riduzione strutturale delle attività Print”. È in cattiva fede chi può affermare che le riduzioni sono congiunturali o strutturali come vuol far credere Tamedia. Confrontando gli utili in rialzo nel settore digitale con la flessione di quelli del settore Print, Tamedia non evidenzia la redditività davvero molto buona fatta registrare dalle altre attività connesse ai media stampati (i Print). Con un margine Ebitda del 14%, Print Régional, nonostante un arretramento fatto registrare dal marchio pubblicitario Print, resta estremamente redditizio. Print National, sebbene in calo rispetto all’ottimo 2012, resta particolarmente redditizio con un margine Ebitda del 17,5%.

A meno di pretendere una redditività del tutto irrealistica del 20% o del 25%, Tamedia deve riconoscere che questi ottimi risultati o quanto meno l’utile netto di 54,7 milioni non giustificano l’annuncio fatto a marzo di un piano di risparmi di 34 milioni di franchi, 18 milioni dei quali da realizzarsi nella sola Svizzera romanda. syndicom denuncia anche le misure che potrebbero tradursi in licenziamenti, misure che Tamedia lascia trapelare ricorrendo a una formula ambigua: «Misure per migliorare il fatturato e per aumentare la redditività» sulle quali, aggiunge, «si concentrerà nei prossimi mesi».

La qualità giornalistica e la salute dei salariati di Tamedia, già messe a dura prova dalle ristrutturazioni di questi ultimi anni, non devono continuare a essere boicottate a favore di azionisti il cui unico fine è quello di rimpinguarsi le tasche.

Tuttavia, un punto positivo da mettere in rilievo c’è, e syndicom se ne compiace: Tamedia non prevede «nessuna soppressione di giornali e periodici». È senza dubbio l’effetto delle mobilitazioni della primavera scorsa!

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